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Recensione Steam Machine Valve: Sarebbe stato perfetto cinque anni fa

Steam Machine di Valve: Un’occasione mancata in un mercato difficile

Nonostante anni di riflessione, il mercato di riferimento della Steam Machine di Valve rimane un enigma. Sebbene il concetto di un PC da salotto, simile a una console e collegato al televisore, sia intrinsecamente accattivante per chi ha bei ricordi di configurazioni simili, è il tempismo a lasciare perplessi nel 2026. Al di là di appassionati irriducibili o acquirenti facoltosi, le attuali realtà economiche e sociali rendono difficile giustificare l’investimento in questo dispositivo.

È evidente l’intento di Valve: la Steam Machine rappresenta un nuovo punto d’accesso per gli utenti Steam e i giocatori su console, mirato ad espandere la loro libreria e l’influenza del colosso al di là del solo spazio PC. Tuttavia, il tempismo della sua uscita è a dir poco atroce. In un periodo caratterizzato da una crisi globale di archiviazione e memoria, spinta dagli investimenti aziendali nell’infrastruttura AI, con prezzi hardware alle stelle e una sicurezza finanziaria precaria per la maggior parte della popolazione, Valve ha comunque deciso di lanciare la Steam Machine. È impensabile produrre un ottimo computer per 1.049 dollari in questo momento, e infatti la Steam Machine non fa eccezione. Il modello da 2TB, testato dal recensore, ha un prezzo ancora più proibitivo di 1.349 dollari, a cui si aggiungono 79 o 99 dollari per il controller Steam, non incluso nel bundle base.

La Steam Machine semplicemente non vale il prezzo richiesto da Valve. Questa considerazione diventa ancora più stringente con l’imminente arrivo di una nuova generazione di console e la promessa di una futura (seppur incerta) diminuzione dei prezzi della RAM. Il mercato attuale è volatile, e ci si deve chiedere se si rimpiangerà di aver speso più di mille dollari per un PC da salotto una volta che i prezzi caleranno. Il dispositivo è sottodimensionato rispetto a console moderne come la PS5 Pro o persino l’Xbox Series X; dispone di soli 8GB di VRAM e una combinazione GPU/CPU simile a una RTX 3060 e un Ryzen 3600, componenti che si potevano trovare in molti PC sotto i mille dollari già nel 2021. Non riesce inoltre a gestire il ray tracing in modo efficace, una caratteristica che, piaccia o meno, sta diventando indispensabile in alcuni giochi per PC.

Al momento del lancio, la Steam Machine è in grado di eseguire qualsiasi titolo, a patto di essere disposti a intervenire sulle impostazioni e a eseguire l’upscaling da risoluzioni più basse. Ciononostante, è anni luce dietro la concorrenza e, trattandosi di un sistema bloccato non aggiornabile come un tradizionale PC, non sembra destinata a reggere il passo con i giochi più esigenti tra pochi anni.

Nonostante le critiche, è innegabile il piacere di poter accedere alla propria libreria Steam dal divano con la semplice pressione di un pulsante. Il controller Steam rimane un eccellente gamepad. La Steam Machine ha peraltro mostrato miglioramenti nel breve periodo: se al primo avvio le velocità di download Wi-Fi non superavano i 180Mbps, un aggiornamento post-lancio le ha portate a un solido 1Gbps, un risultato fantastico per un hardware di tipo console. È inoltre imminente un aggiornamento a Proton che introdurrà la superiore tecnologia di upscaling FSR 4 di AMD. Valve continuerà sicuramente a rilasciare aggiornamenti software per migliorare la Steam Machine, e il sistema operativo è intuitivo, familiare a chiunque abbia utilizzato Steam Link o la modalità Big Picture. Tuttavia, nessun aggiornamento software potrà magicamente conferire una GPU, una CPU o una quantità di VRAM più potente.

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