Recensione cuffie aperte SJY Zeph: Musica attraverso i magneti
Le Cuffie SJY: Un Suono, Due Anime Grazie ai Pad Reversibili
Nel panorama delle cuffie di fascia alta, le SJY si distinguono per una peculiarità sottile ma udibilissima: la possibilità di modificare la firma sonora semplicemente invertendo l’orientamento dei padiglioni. Una disparità sonora che l’autore descrive come la differenza tra un martini mescolato (fori in avanti) e uno shakerato (fori indietro), ma che si traduce in un’esperienza d’ascolto notevolmente personalizzabile, rendendo le SJY un’opzione allettante per lunghe sessioni d’ascolto grazie a un suono leggermente più caldo e naturale, unito a un palcoscenico sonoro ampio e ricchezza di dettagli.
La versatilità sonora è resa possibile in parte dal design minimalista delle cuffie, concepito con il minor numero possibile di pezzi, rigidamente tenuti in posizione per massimizzare la purezza del suono. Il telaio in alluminio, il diaframma e il driver misurano tutti pochi millimetri, e l’intero corpo che si aggancia ai padiglioni ha uno spessore complessivo pari a quello di una tipica rivista mensile del 2026.
Questa filosofia costruttiva conferisce alle cuffie una robustezza sorprendente, che le fa percepire più come un coltellino tascabile in acciaio al carbonio che come un paio di cuffie ANC Bluetooth. La loro solidità impressionante elimina la preoccupazione di romperle, anche addormentandosi mentre le si indossa. Nonostante un peso di 570 grammi (cavo incluso), quasi il 40% in più rispetto agli AirPods Max, si sono dimostrate estremamente confortevoli anche per lunghi periodi. Le SJY sono accompagnate da una custodia imbottita con uno strato generoso di schiuma protettiva e un cavo intrecciato.
Fin dal loro arrivo, queste cuffie sono state costantemente sulla testa dell’autore, principalmente per la capacità di rendere un suono dettagliato dai numerosi gigabyte di FLAC Hi-Res a 24 bit troppo raramente utilizzati. Cuffie come queste possono far sembrare nuove vecchie canzoni, e se dovessero iniziare a suonare "vecchie" di nuovo, basta capovolgere i padiglioni per un’esperienza sonora completamente nuova.
I padiglioni reversibili sono possibili anche grazie a un’accordatura unica. Le cuffie cablate di fascia alta stanno vivendo una rinascita, crescendo lentamente mentre il resto del mercato audiofilo si riduce. Tuttavia, stanno anche diventando più omogeneizzate. Questo perché i principali produttori mirano ad accordare i loro prodotti secondo la Curva Harman, una linea guida per la risposta in frequenza ideale degli auricolari basata su estese ricerche scientifiche, inclusi test di ascolto in cieco. Sebbene la Curva Harman sia controversa tra gli appassionati sui forum, è stata ampiamente adottata.
SJY non rigetta la Curva Harman, ma ne ha modificato l’accordatura e, ancora più interessante, consente intenzionalmente all’ascoltatore di cambiare la firma sonora a seconda dell’orientamento dei padiglioni. Questo è ciò che le rende così uniche in un mondo saturo di opzioni per le cuffie. SJY è prima di tutto un marchio di appassionati, di proprietà e gestito da Jeffrey Yin, che ha fondato l’azienda nel 2020 il giorno dopo il suo diciottesimo compleanno. La linea SJY comprende finora quattro modelli, con un quinto in arrivo, tutti realizzati da Yin stesso a Houston. Non si acquistano queste cuffie per averne solo un altro paio.
Per l’autore, queste cuffie rappresentano quanto di più vicino a un paio di cuffie perfette abbia mai posseduto.
