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Recensione Beatbot AquaSense X: Un robot per piscina che si pulisce da solo

Beatbot AquaSense X e AstroRinse: L’Evoluzione della Pulizia in Piscina Tra Efficienza e Sfide Logistiche

Un nuovo protagonista si affaccia nel mondo della manutenzione delle piscine: il robot Beatbot AquaSense X, accompagnato dalla sua innovativa stazione di pulizia automatica, l’AstroRinse. Questa combinazione promette di rivoluzionare il modo in cui i proprietari di piscine gestiscono la pulizia e la manutenzione dei loro dispositivi.

La stazione AstroRinse, tuttavia, presenta alcune considerazioni logistiche cruciali. Richiede un’alimentazione elettrica e una connessione all’acqua, il che potrebbe necessitare di prolunghe se le prese non sono vicine al rubinetto. L’unità deve inoltre essere posizionata perfettamente in piano per un funzionamento ottimale, facilitato da piedini regolabili e una livella a bolla integrata. La vicinanza alla piscina è un altro fattore determinante: con il robot AquaSense X che pesa quasi 13 kg (e di più quando è bagnato), trasportarlo per lunghe distanze dal punto di pulizia/ricarica può risultare scomodo, un problema riscontrato nell’esperienza d’uso che ha richiesto lo spostamento dell’unità attraverso il cortile per garantire accesso ad acqua, corrente e scarico.

Dal punto di vista del design, il robot Beatbot AquaSense X è quasi identico al suo predecessore, l’AquaSense 2 Ultra, con la principale differenza che risiede nel design del cestello, ora un pezzo unico. La sua configurazione fisica è notevolmente più semplice rispetto all’AstroRinse. Essa comporta l’installazione di due spazzole laterali, utilizzate esclusivamente per la funzione di skimmer. Una volta montate, il robot deve essere posizionato sulla stazione AstroRinse per la connessione wireless. Successivamente, l’intero sistema va abbinato all’app mobile Beatbot tramite Bluetooth e una connessione Wi-Fi a 2.4 GHz o 5 GHz. Un piccolo inconveniente riscontrato è stato il download di aggiornamenti firmware da parte di entrambi i dispositivi subito dopo l’accoppiamento iniziale, che ha temporaneamente interrotto la connessione, ma è stato facilmente ristabilito ripetendo il processo.

Dopo una ricarica completa, il robot è stato messo alla prova sia sul fondo che sulla superficie della piscina. Le prestazioni sul fondo sono state eccezionali, raccogliendo in media il 97% del materiale di prova (organico e sintetico), con risultati particolarmente brillanti su gradini e piattaforme. La durata massima di funzionamento sul fondo è di circa 4 ore e mezza, grazie a una batteria da 13.400 mAh, la stessa dell’AquaSense 2 Ultra. Sulla superficie, tuttavia, le prestazioni sono state da mediocri a scarse, raccogliendo meno della metà dei detriti galleggianti e affondandone la maggior parte. La velocità del robot si è rivelata insufficiente per raccogliere efficacemente il materiale in superficie, nonostante le spazzole laterali rotanti contribuiscano, in minima parte, a convogliare le foglie.

L’app Beatbot offre una vasta gamma di modalità operative, permettendo di scegliere tra decine di combinazioni per la pulizia di fondo, pareti, linea di galleggiamento e superficie, ciascuna con possibilità di due cicli per zona e tempi di esecuzione variabili. Una "Modalità Rapida AI" attiva la telecamera integrata del robot per cercare attivamente i detriti, ideale per una pulizia veloce quando la sporcizia non è eccessiva.

Il vero punto di forza di questo sistema risiede nella fase di pulizia post-operazione. Al termine di ogni ciclo, l’AquaSense X si posiziona autonomamente a filo d’acqua in attesa di essere recuperato e portato alla stazione AstroRinse. Una volta che il robot è correttamente alloggiato nella stazione – un’operazione che può richiedere qualche tentativo iniziale – il sistema di pulizia si avvia automaticamente in pochi secondi. Un braccio montato sulla parte superiore oscilla e si collega alla bocchetta utilizzata dal robot per lo skimming superficiale. Quindi, un getto d’acqua ad alta pressione, piuttosto rumoroso, inizia a spruzzare nel cestello del filtro, posizionato direttamente sotto l’apertura. Lo spruzzo d’acqua prosegue ininterrottamente per tre minuti (è disponibile anche una modalità rapida di un minuto tramite app), dopodiché il braccio si ritrae e il sistema si spegne. I detriti vengono catturati in un cestello con rete integrato nella base della stazione, mentre l’acqua residua defluisce attraverso uno schermo a rete sul fondo dell’unità.

In sintesi, il Beatbot AquaSense X, con la sua stazione AstroRinse, offre un’esperienza di pulizia automatizzata avanzata, in particolare per il fondo piscina. Sebbene la logistica dell’installazione dell’AstroRinse e le prestazioni sulla superficie rappresentino delle aree di miglioramento, la combinazione dei due dispositivi porta una significativa innovazione nella gestione della pulizia della piscina.

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