Engadget Indie Pitch: Colonia di Pinguini
ORIGAME DIGITAL si prepara a lanciare “Penguin Colony”, un videogioco che promette una profonda e sincera rinascita dell’orrore lovecraftiano, reinterpretato con una prospettiva unica e criticamente consapevole. Annunciato per PC e Nintendo Switch 2 nel 2026 e già disponibile per la lista dei desideri su Steam, il titolo si distingue per il suo intento di riesaminare le tematiche centrali dell’opera di H.P. Lovecraft, affrontando il suo problematico retaggio di razzismo e pseudoscienza.
Il team di sviluppo descrive “Penguin Colony” come un ritorno all’era sperimentale e bizzarra dei giochi PS2, difficile da spiegare senza un’esperienza diretta. Il gioco introduce una curvatura di genere e omaggi diretti a ciò che incarna l’orrore lovecraftiano, ma integra anche nuovi elementi originali. L’idea centrale è quella di analizzare e rivalutare i temi coloniali inerenti alle opere di Lovecraft – invasione, annessione, indifferenza – leggendo non solo le sue opere di finzione ma anche i suoi scritti politici in “The Conservative”.
“Si può separare l’arte dall’artista,” riflette il creatore, “ma con Lovecraft sorprende forse che un autore che ha reso popolare la ‘paura dell’ignoto’ fosse uno xenofobo?” Invece di reinterpretare Lovecraft in qualcosa che non è, il gioco mira a tornare al passato che ha informato la sua scrittura ed esaminare queste tematiche alla radice. Molti adattamenti di Lovecraft, infatti, tendono al negazionismo storico per renderli più appetibili al pubblico moderno, assumendo che i narratori siano i protagonisti.
In “Penguin Colony”, il pinguino funge da vascello neutrale per la storia, ma il narratore no. Si apprende della spedizione dalla prospettiva di un uomo complice e ignaro del punto della storia in cui si trova. A ciò si contrappone la prospettiva dei Kaitiaki, che presenta una storia diversa, tramandata di generazione in generazione. Questo approccio è stato plasmato da due anni di lavoro a tempo pieno, per un progetto in gran parte solitario, supportato da collaboratori e artisti ospiti, principalmente di origine indigena. L’idea iniziale è nata dopo aver visto “Happy Feet” con la propria figlia, ispirando il concetto di far scivolare i giocatori sul ghiaccio.
Il fondatore di ORIGAME DIGITAL spiega la necessità di reinterpretare Lovecraft a causa della sua “osmosi culturale” che ha ridotto creature come Cthulhu a simpatici easter egg. Dieci anni fa, giocando a Bloodborne, ha avuto una rivelazione sul potenziale del genere, contemporaneamente imparando rapidamente sulla colonizzazione e sulla sua orchestrazione. Questa conoscenza lo ha portato a vedere come “l’indifferenza cosmica somigliasse all’indifferenza coloniale”, e come gli imperi distruggessero secoli di conoscenza umana con la stessa noncuranza con cui gli Antichi del mito di Lovecraft cospiravano per distruggere o schiavizzare gli umani.
Lovecraft, inconsapevolmente, ha catturato l’orrore della colonizzazione e l’indifferenza dell’impero. I personaggi non bianchi nelle sue opere sono spesso cultisti che adorano la magia del sangue e le mezze lune, un cliché che il gioco vuole sfidare. “Presumiamo che le storie di Lovecraft fossero reali. I popoli non bianchi saprebbero di più su queste creature rispetto agli europei che ne hanno appreso la scorsa settimana?” si chiede il game designer, suggerendo che, proprio come gli europei fraintesero le culture indigene, così potrebbero aver fatto i protagonisti lovecraftiani.
“Penguin Colony” è il primo di una trilogia di giochi che prenderà in prestito divinità e tradizioni del mito di Lovecraft, esplorando concetti duraturi. Il secondo gioco della trilogia esaminerà il decadimento delle piccole città e i segreti nascosti dietro ogni porta chiusa. Questo approccio, appreso da “Umurangi Generation”, mira a iniziare lentamente e non ad andare subito in luoghi confortevolmente riconoscibili, evitando per ora figure come Cthulhu o Dagon.
I videogiochi, per ORIGAME DIGITAL, sono la più grande forma d’arte che l’umanità abbia mai conosciuto. “Non c’è disputa per chi ha praticato più forme d’arte. I videogiochi sono l’unica forma d’arte in cui la partecipazione all’opera è obbligatoria.” Paragonando la loro traiettoria a quella del cinema, che ha lottato per la legittimità artistica, il team crede che i giochi, la “decima grande forma d’arte”, debbano sempre spingere il medium in avanti, non accontentandosi di creare giochi “sicuri”.
Essere uno studio piccolo e, in particolare, uno studio indigeno, presenta notevoli ostacoli. “Siamo visti come rischiosi. Come studio indigeno, siamo visti come ancora più rischiosi. Come studio indigeno che produce opere che riflettono le realtà politiche contemporanee, siamo visti come troppo rischiosi per chiunque,” afferma il fondatore. Questo ha portato alla consapevolezza che le opportunità sono fugaci e devono essere colte. La vera sostenibilità per un indie studio, secondo loro, è essere in una posizione in cui si possa creare arte indefinitamente, distribuire efficacemente i propri giochi e far sì che le proprie opere si reggano da sole.
Per quanto riguarda il supporto da parte di aziende e publisher più grandi, il team suggerisce che coloro che possono assumersi rischi dovrebbero farlo realmente. Invece di concentrarsi solo sul valore per gli azionisti, le grandi aziende dovrebbero istituire studi più piccoli e rischiosi, quasi come “residenze artistiche”, assumendo sviluppatori indie esperti per sperimentare con una frazione del budget di un gioco AAA. Questo permetterebbe di dare loro uno o due anni per creare qualcosa, per poi venderlo con le vaste risorse di distribuzione a disposizione. Tuttavia, l’aspettativa è bassa: “Non ho fiducia che l’industria americana dei giochi AAA sia capace di imparare qualcosa,” conclude amaramente il developer.
Per ORIGAME DIGITAL, “Penguin Colony” è più di un semplice gioco. È un invito a una profonda riflessione. La sua essenza è catturata in una singola frase: “Non lo saprai finché non lo farai e poi sarà troppo tardi.” Il gioco è atteso su PC e Nintendo Switch 2 nel 2026, sviluppato da ORIGAME DIGITAL e pubblicato da Fellow Traveller, e può essere aggiunto alla lista dei desideri su Steam.
