Sony ha già investito 34 milioni di dollari per riconvertire la sua fabbrica europea di dischi PlayStation
Sony ha avviato un’importante riconversione del suo stabilimento austriaco di Thalgau, tradizionalmente dedicato alla produzione di dischi per PlayStation. Con un investimento di 30 milioni di euro (circa 34 milioni di dollari), l’azienda trasformerà la fabbrica in un centro per la produzione di microlenti ottiche, anticipando il passaggio completo di PlayStation al digitale previsto per gennaio 2028.
Secondo quanto riportato da ORF Salzburg, la pubblicazione regionale della rete radiotelevisiva nazionale austriaca, la direzione di Sony Digital Audio Disc Corporation (DADC) ha confermato l’investimento e i piani di riconversione, che erano in cantiere da tempo. I lavoratori di Thalgau sono stati informati il 1° luglio, contestualmente all’annuncio di Sony sul futuro interamente digitale della sua piattaforma di gioco. Le microlenti ottiche, capaci di manipolare la luce, trovano applicazione in sensori per fotocamere, visori AR/VR, reti in fibra ottica e dispositivi medici.
Attualmente, lo stabilimento di Thalgau produce circa 600.000 dischi al giorno, di cui la metà destinata ai giochi PlayStation. Dietmar Tanzer, CEO di Sony DADC, prevede che entro il 2028 la produzione di dischi scenderà al 10% dell’attuale volume. La struttura di Thalgau non è solo una delle fabbriche di dischi di Sony, ma è anche la sede principale di DADC, che in passato gestiva un massiccio impianto di produzione a Terre Haute, Indiana, chiuso nel 2022 dopo aver fabbricato 23 miliardi di dischi dal 1983. Dal 2022 ad oggi, DADC ha prodotto ulteriori 3,4 miliardi di dischi.
Nonostante il cambiamento radicale, Tanzer ha assicurato a ORF che Sony intende mantenere tutti i 300 dipendenti attualmente impiegati nello stabilimento di Thalgau. Questi verranno riqualificati per la produzione di microlenti ottiche, con l’obiettivo di avviare la nuova linea produttiva già a partire dal prossimo anno.
