Secondo un rapporto ONU, i decisori faticano a stare al passo con l’evoluzione dell’IA
L’Intelligenza Artificiale Galoppa, la Governance Fatica a Stare al Passo: L’Allarme dell’ONU
GINEVRA – Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta procedendo a un ritmo così rapido che gli attuali sistemi di governance sono incapaci di tenere il passo. È quanto emerge dal rapporto preliminare del Panel Scientifico Internazionale Indipendente sull’Intelligenza Artificiale delle Nazioni Unite, un gruppo di esperti provenienti da tutto il mondo. Il panel fornirà le informazioni necessarie per il Dialogo Globale sulla Governance dell’IA delle Nazioni Unite, che si terrà a Ginevra a partire dal 6 luglio, dove gli Stati membri discuteranno come gestire questa tecnologia.
Il rapporto evidenzia l’evoluzione vertiginosa delle capacità dell’IA negli ultimi anni, con la complessità dei compiti che i modelli di intelligenza artificiale possono svolgere raddoppiando ogni pochi mesi. Nonostante le sfide, il documento riconosce i massicci benefici dell’IA per l’umanità, inclusa l’accelerazione della scoperta di farmaci e lo sviluppo di vaccini, un contributo significativo alla ricerca sulla resistenza agli antibiotici, il supporto ai medici per la diagnosi precoce di malattie come il cancro al seno e l’utilizzo come sistema di allerta precoce per l’insicurezza alimentare.
Tuttavia, il panel si sofferma anche sui nuovi tipi di danni che i sistemi di IA hanno già creato e potrebbero creare. L’IA è stata utilizzata per generare e distribuire deepfake sessualmente espliciti, inclusi materiali di abuso sessuale minorile, di persone reali. La California, ad esempio, ha avviato un’indagine su Grok a gennaio proprio per deepfake non consensuali e CSAM. L’IA può anche generare informazioni false che appaiono vere, e i criminali possono sfruttare questi sistemi per supportare i loro attacchi informatici. Alcuni modelli di IA, inoltre, possono rinforzare comportamenti dannosi degli utenti, potendo persino condurre al suicidio, avverte il rapporto. Cresce anche la preoccupazione per i massicci data center necessari per alimentare i sistemi di IA, che potrebbero danneggiare le comunità nelle loro vicinanze, e per la crescente autonomia dei modelli, rendendoli più difficili da monitorare e controllare.
Il panel dell’ONU spiega che i responsabili politici hanno faticato a tenere il passo con lo sviluppo dell’IA perché i sistemi di governance attuali non sono stati progettati per tecnologie che evolvono così rapidamente. Tipicamente, le autorità necessitano di dati scientifici prima di introdurre regolamentazioni, ma nel momento in cui ci sono abbastanza informazioni per comprendere meglio la tecnologia, i sistemi di IA potrebbero già essere progrediti.
"Il rapporto rileva che sono necessarie una valutazione indipendente più forte, cooperazione internazionale e standard comuni per garantire che i sistemi di IA rimangano sicuri, trasparenti e responsabili," scrivono gli esperti. Senza adeguate salvaguardie, le tecnologie di IA "potrebbero approfondire la disuguaglianza, diffondere disinformazione, minacciare i diritti umani, sconvolgere i mercati del lavoro" e diventare uno strumento potente accessibile solo a "pochi governi e aziende".
Il documento sottolinea come l’accesso ai sistemi di IA sia fortemente concentrato nei paesi sviluppati, con la maggior parte dei sistemi sviluppati negli Stati Uniti e in Cina. La maggior parte dei paesi in via di sviluppo manca dell’infrastruttura e delle competenze necessarie per trarre veramente beneficio dall’IA. "La sfida," afferma il panel, "è trovare un modo per sbloccare gli enormi benefici dell’IA prevenendone i crescenti rischi." Il panel delle Nazioni Unite, il cui ruolo è scientifico piuttosto che normativo, continuerà a valutare le tecnologie di IA che le autorità possono utilizzare per sviluppare politiche, e prevede di pubblicare un rapporto più completo il prossimo anno.
