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Quali sono le principali cause di danneggiamento delle batterie EV?

Degradazione delle Batterie dei Veicoli Elettrici: Ricarica Veloce e Clima Caldo i Nemici Principali

Le batterie dei veicoli elettrici sono sorprendentemente resistenti, ma non sono immuni ai danni. Un nuovo studio condotto da Geotab, azienda specializzata in servizi di tracciamento e gestione flotte, rivela che, nonostante una batteria EV ad alto utilizzo mantenga quasi l’82% della sua capacità originale dopo otto anni, alcuni fattori specifici possono accelerare il suo degrado. Il tasso medio di degradazione annuale si attesta intorno al 2,3%, un declino che incide non solo sull’autonomia di guida e sulle prestazioni del veicolo, ma anche sul suo valore di rivendita.

Geotab pubblica studi sul degrado delle batterie EV dal 2020. L’ultima iterazione, datata aprile 2026, ha analizzato oltre 22.700 veicoli elettrici di 21 modelli diversi, utilizzando dati di "telematica del mondo reale" estratti direttamente dai veicoli. Sebbene i dati siano aggregati e mediati, lo studio sottolinea che le prestazioni di un singolo veicolo possono variare in base alla batteria specifica e al suo utilizzo. Queste scoperte giungono in un momento di crescente interesse per i veicoli elettrici: i dati di Kelley Blue Book mostrano un aumento della proprietà di EV negli ultimi cinque anni, con una recente ripresa delle vendite che segnala un persistente interesse da parte dei conducenti, dopo un calo seguito alla scadenza di un credito d’imposta federale negli Stati Uniti.

Tra i principali responsabili del degrado delle batterie, Geotab identifica la ricarica rapida in corrente continua (DCFC). Sebbene la ricarica rapida sia una soluzione comoda per i proprietari di EV, permettendo di ricaricare la batteria fino all’80% in 20 minuti o un’ora, lo studio ha evidenziato che i veicoli che ne fanno un uso più frequente subiscono una perdita di capacità più rapida. I veicoli che utilizzano la ricarica rapida per il 12% o più delle loro sessioni di ricarica hanno registrato un tasso di degradazione annuale del 2,5%, contro l’1,5% di quelli che ne fanno un uso inferiore al 12%.

Non solo la frequenza, ma anche la potenza di ricarica gioca un ruolo cruciale. Geotab la descrive come il "pugno" che la batteria riceve durante le sessioni. Le auto ricaricate frequentemente (oltre il 12% delle sessioni totali) e con alta potenza (più del 40% delle sessioni a oltre 100 kW) hanno mostrato un tasso di degradazione annuale di circa il 3%, rispetto al 2,2% per l’alta frequenza ma bassa potenza, o l’1,5% per la bassa frequenza in generale. Questo aspetto è particolarmente rilevante dato che sempre più persone fanno affidamento sulla ricarica rapida.

Oltre alla ricarica rapida, la temperatura è un altro fattore significativo che incide sulla durata della batteria di un veicolo elettrico. Il calore, infatti, accelera l’attività chimica all’interno delle celle, aumentando lo stress. Va comunque precisato che le batterie EV non sono completamente alla mercé del clima, essendo dotate di sistemi interni di gestione che contribuiscono a regolarne la temperatura.

Tuttavia, lo studio ha rilevato che i veicoli elettrici operanti in climi più caldi (con oltre il 35% dei giorni a 25°C o più) hanno subito un degrado dello 0,4% più veloce rispetto a quelli in condizioni più miti. Geotab definisce questo un effetto moderato e ammette che il suo set di dati non considera i climi più freddi. Sebbene il degrado della batteria sia "inevitabile", lo studio sottolinea che essere consapevoli delle circostanze che lo peggiorano può aiutare i proprietari di veicoli elettrici a ottenere il massimo dalle loro batterie.

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