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Gli agenti IA sono il nuovo pubblico prediletto dei media

Ogni mattina, Michelle Seo riceve un briefing dalla sua agente di intelligenza artificiale, Chattiana, che le elenca l’agenda, la lista delle cose da fare e suggerisce argomenti di conversazione tratti dalle sue newsletter, completi di link alle fonti. «Mi sto un po’ sfidando, essendo introversa, a iniziare più conversazioni», confida a WIRED Seo, consulente di pubbliche relazioni di San Diego. Per lei, la newsletter offre una panoramica delle notizie quotidiane e opzioni per riempire i silenzi imbarazzanti durante le videochiamate.

Il caso di Seo è tutt’altro che isolato: l’assistenza dell’IA nel consumo di notizie è diventata così comune che alcune testate giornalistiche stanno ora producendo contenuti pensati non per i lettori umani, ma per gli agenti di intelligenza artificiale. Questo si manifesta in diverse forme, da feed ottimizzati per l’IA a pezzi strutturati per consentire agli agenti di creare articoli personalizzati.

«Crediamo che l’ecosistema mediatico stia cambiando», afferma Jacquelyn Cameron, chief revenue officer di Axios. «Vediamo il web aperto deteriorarsi, la ricerca restringersi e l’iperpersonalizzazione avanzare, con i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) che diventano sempre più importanti nel modo in cui le persone consumano le notizie».

Di fronte a questo scenario, i principali editori hanno adottato diverse strategie. Molti, inclusa la casa madre di WIRED, Condé Nast, hanno firmato accordi per consentire alle piattaforme di IA di utilizzare i loro contenuti. Le testate stanno affrontando le strategie di “generative engine optimization” (GEO) per assicurarsi che gli articoli appaiano nelle risposte generate dall’IA. Un esempio è AIOSEO, un plug-in SEO per siti WordPress, che lo scorso anno ha lanciato una funzione per fornire file LLM.txt, utili per aiutare l’IA a scoprire e interpretare i contenuti dei siti. Altri hanno assunto una posizione più difensiva: il New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft nel 2023 per violazione del copyright, sostenendo che le aziende avrebbero addestrato illegalmente i modelli sui loro reportage, una causa ancora in corso.

Tuttavia, ciò che Axios e pochi altri stanno tentando rappresenta un cambiamento più profondo nel funzionamento dei media e nel pubblico a cui si rivolgono le loro storie. «Abbiamo sempre detto che vogliamo essere dove si trova il pubblico», dichiara Cameron. Al Digiday Publishing Summit di settembre, Axios ha annunciato il prossimo lancio di Axios Direct: feed specificamente progettati per gli agenti IA. Cameron descrive questi feed come un modo più efficiente per gli agenti di accedere ai contenuti di Axios, riducendo la narrazione a favore di dati strutturati, un approccio più simile a un terminale Bloomberg che a una serie di articoli tradizionali. «Riteniamo che una parte significativa del consumo di notizie si sposterà verso i sistemi di IA, gli LLM e i dispositivi».

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