Kagi riporta la ricerca vecchia scuola, un sito web curato alla volta
Kagi Guida la Rinascita del Web Umano: Un Ritorno alle Radici Digitali
Per chi ha raggiunto una certa età, il ricordo del web di un tempo è ancora vivido: siti creati e sviluppati da persone. Si poteva caricare una directory come AltaVista o Yahoo e navigare attraverso categorie quali Casa e Famiglia, Scienza e Computer. In quegli elenchi si trovavano pagine messe insieme da appassionati, accademici e nerd della tecnologia. Le persone si riunivano attorno a forum e bacheche, e gli sviluppatori web tendevano a evitare di inserire immagini sui loro siti per non rallentare il caricamento delle pagine. L’idea di guardare un video su internet sembrava quasi impossibile. Nei decenni successivi a quegli anni formativi, il web si è trasformato quasi oltre ogni riconoscimento, con ogni aspetto monetizzato all’ennesima potenza, dai risultati di ricerca ai forum, dai social media alle testate giornalistiche. Potenti app e strumenti funzionano ora all’interno dei browser, mentre l’IA lavora sodo per eliminare del tutto la necessità di un web aperto.
Un numero crescente di aziende desidera ardentemente il ritorno dello spirito del vecchio web, e tra queste spicca Kagi. Per diversi anni, Kagi ha gestito un motore di ricerca incentrato sulla privacy e la sicurezza. Ora, Kagi ha esteso i suoi sforzi oltre il suo strumento di ricerca alternativo a Google, per curare un "piccolo web" di siti gestiti e scritti da umani.
Il motore di ricerca Kagi, essendo il cuore dell’attività dell’azienda, merita un’attenzione particolare. La ricerca con Kagi ha un costo modesto, a partire da 5 dollari al mese (più tasse di vendita) per 300 ricerche, includendo un assistente AI di livello standard per aiutare a interpretare i risultati. Con 10 dollari al mese si ottengono ricerche illimitate e più token per l’assistente AI. È disponibile una prova gratuita che consente 100 ricerche per chi desidera testare il servizio prima di impegnarsi. L’argomentazione di Kagi a favore della ricerca a pagamento è piuttosto persuasiva: la ricerca sul web ha sempre un costo, sia che si paghi direttamente in denaro, sia che si rinunci ai propri dati sull’attività online, sia che si debba setacciare un numero crescente di annunci e link sponsorizzati.
Oltre a rendere la ricerca più privata, Kagi vuole anche migliorarla, fornendo risultati non influenzati da promozioni a pagamento o dalle mutevoli pratiche commerciali favorite da Google. Kagi ha i propri indici per web e notizie, ed è costruito per promuovere "risultati pertinenti e di alta qualità" e siti non commerciali. Per iniziare a usare Kagi search, bastano un indirizzo email e una password per gestire l’account e accedere alle 100 ricerche gratuite. Un pannello delle opzioni di ricerca permette di limitare i risultati a immagini, video, podcast, mappe o notizie, o di filtrare per tempo o lingua. La sensazione è un po’ come fare un salto indietro nel tempo: cercando una band, ad esempio, si visualizzano il suo sito ufficiale, la pagina Wikipedia, gli account sui social media e il canale YouTube, il tutto privo di risultati promossi, ricerche correlate e contenuti sponsorizzati. È un modo di visualizzare i risultati che ricorda quello del passato.
Ma Kagi non è solo ricerca. L’azienda offre anche accesso a una moltitudine di modelli AI e sta attivamente sviluppando il suo progetto Small Web, che mira a mettere in risalto il meglio dell’internet creato e curato dagli umani. Recentemente, Kagi ha anche lanciato le sue app per Android e iOS. L’idea è quella di evitare un web "dominato da algoritmi, pubblicità e rumore generato dall’IA", secondo le parole di Kagi. Ricorda un po’ il vecchio StumbleUpon, per chi lo ricorda. È presente un pulsante "Post Successivo" per saltare a qualcosa di diverso in modo casuale, consentendo di salvare tra i preferiti ciò che si vede o di cercare qualcosa di specifico. Non manca, ovviamente, anche un pulsante per la condivisione.
