Il Consiglio di Sorveglianza afferma che i principali modelli di intelligenza artificiale potrebbero limitare la libertà di espressione
L’Oversight Board Avverte: Modelli AI Potrebbero Limtare la Libertà di Espressione a Livello Globale
L’Oversight Board, l’organizzazione indipendente per la moderazione dei contenuti creata da Meta, ha alzato un campanello d’allarme, suggerendo che i principali modelli di intelligenza artificiale potrebbero limitare la libertà di espressione degli utenti. In un rapporto dettagliato, il Board, che da tempo manifesta il desiderio di estendere il proprio raggio d’azione oltre Meta, ha pubblicato i risultati di una ricerca che evidenzia una potenziale "censura per procura" che trascende i confini nazionali.
Nonostante finora nessuna altra azienda abbia mostrato pubblicamente interesse a collaborare con il gruppo, l’Oversight Board ha proseguito nella sua ambizione di ampliare la propria influenza, dirigendo la sua attenzione verso le piattaforme AI. Questo rapporto segna la prima volta che il Board conduce una ricerca indipendente su una questione non direttamente correlata alla moderazione dei contenuti sui social media, sebbene uno dei modelli Llama di Meta sia stato incluso nel gruppo di test, con l’esplicita precisazione che Meta non ha avuto alcun ruolo nella ricerca.
Per lo studio, il Board ha sottoposto dieci diversi modelli di intelligenza artificiale, inclusi quelli di OpenAI, Meta, Google, Anthropic e xAI (ora SpaceXAI), a domande relative alla critica politica. Le richieste spaziavano dalla generazione di materiali di protesta alla creazione di contenuti satirici sulla violenza politica in relazione a specifici governi e ai loro leader. I risultati hanno rivelato una differenza "statisticamente significativa" nel modo in cui i Large Language Models (LLM) rispondevano a queste richieste, a seconda che le domande fossero rivolte a governi con leggi sulla libertà di parola "permissive" o "restrittive".
"La ricerca ha rilevato che i modelli che abbiamo valutato erano: 1) più propensi a dire che gli utenti dovrebbero sostenere i governi permissivi in termini di libertà di parola e 2) più propensi a dire che gli utenti non dovrebbero protestare contro i governi restrittivi in termini di libertà di parola," si legge nel rapporto dell’Oversight Board. Il rapporto sottolinea inoltre come gli LLM abbiano spesso citato leggi locali come motivo per non soddisfare le richieste, anche quando le query venivano effettuate in Australia, dove tali leggi non esistono, suggerendo una forma di censura autoimposta o integrata.
Paolo Carozza, co-presidente del Board, ha espresso la sua preoccupazione a Engadget: "Stiamo chiaramente osservando una situazione in cui sembra esserci una censura per procura estesa che attraversa i confini. Questo mi sorprende e mi preoccupa." Il Board ritiene che ci siano lezioni che i social media possono insegnare ai creatori di modelli AI avanzati.
Il rapporto, pur non fornendo raccomandazioni granulari come spesso accade con Meta, suggerisce come le aziende di intelligenza artificiale possano migliorare la gestione delle questioni relative ai diritti umani e alla libertà di espressione. Tra le proposte, le aziende AI dovrebbero divulgare e spiegare pubblicamente le loro risposte alle richieste governative che influenzano l’output del modello lungo tutto il ciclo di vita (formazione, messa a punto, revisione pre-deployment e post-deployment su base ricorrente) e stabilire politiche su come rispondere alle richieste governative di restrizioni sui contenuti che siano incoerenti con il diritto internazionale dei diritti umani.
Resta incerto quale sarà l’impatto concreto di questo rapporto. Non esiste una struttura formale che consenta all’Oversight Board di influenzare ufficialmente le politiche delle aziende i cui modelli sono stati testati. Tuttavia, il Board insiste sull’importanza della vigilanza. "Le lezioni che abbiamo imparato in passato sono che bisogna essere davvero vigili perché molte volte, anche in modi non necessariamente intenzionali o diretti, le tecnologie possono avere impatti importanti sulla capacità delle persone di esprimersi o di comunicare tra loro," ha concluso Carozza. "È esattamente quello che abbiamo trovato qui."
