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Il CEO di Rivian sul Cybertruck di Tesla, la Luce di Ferrari e cosa succede se la R2 fallisce

RJ Scaringe, un ingegnere con un dottorato di ricerca dal MIT sugli motori a combustione interna, ha fondato Rivian con l’obiettivo audace di rendere obsoleta proprio la tecnologia che aveva studiato. Appena uscito dalla scuola di specializzazione nel 2009, Scaringe ha lanciato quella che sarebbe diventata Rivian, un’azienda rimasta in modalità “stealth” per quasi un decennio prima di fare il suo sorprendente debutto al LA Auto Show del 2018 con due veicoli elettrici inaspettati.

La strada, tuttavia, non è stata affatto semplice. Rivian ha registrato perdite per 3,6 miliardi di dollari nel 2025 e ha bruciato quasi 25 miliardi di dollari negli ultimi otto anni, spendendo più di quasi ogni altro produttore di veicoli elettrici “puri” nello stesso periodo. Nonostante ciò, la sua IPO del 2021 è stata la più grande a livello mondiale e una delle maggiori nella storia degli Stati Uniti, valutando l’azienda oltre 100 miliardi di dollari in pochi giorni. Da allora, il valore delle sue azioni è crollato da un massimo di 130 dollari a circa 16 dollari. Dal lancio dell’R1 nel 2021, Rivian ha venduto 175.000 veicoli, un numero esiguo se paragonato agli 8 milioni di Tesla nello stesso arco di tempo.

Eppure, il 2024 ha segnato una svolta potenziale. Il Gruppo Volkswagen ha impegnato fino a 5,8 miliardi di dollari in una vasta joint venture per lo sviluppo congiunto di software e architettura elettrica con Rivian. Quest’anno, anche Uber ha annunciato un investimento fino a 1,25 miliardi di dollari in Rivian per la costruzione e l’implementazione di 50.000 robotaxi completamente autonomi. Queste partnership rappresentano un’iniezione di fiducia e capitale vitale.

Indipendentemente da queste nuove alleanze, l’azienda ha un bisogno impellente che il suo nuovo SUV R2 abbia successo. Non solo che venda, ma che venda in volumi significativi, poiché il suo futuro dipenderà in gran parte dalla sua performance sul mercato.

In un recente colloquio approfondito, Scaringe ha affrontato temi cruciali come le possibili conseguenze di un fallimento dell’R2, le motivazioni dietro il lancio dell’R1 con tecnologie destinate ad essere superate, le strategie per competere con la Cina e l’analisi del “fallimento” del Cybertruck, oltre a elogiare la virtù dei pulsanti fisici all’interno delle auto. La discussione è iniziata con un argomento più leggero: le sue impressioni sull’EV più polarizzante del 2026, la Ferrari Luce. Scaringe ha espresso ammirazione per l’intenzionalità del design di Jony Ive e Marc Newson, apprezzando in particolare gli interni, la loro esecuzione impeccabile e la qualità tattile di interruttori e pulsanti, riconoscendovi “le impronte digitali di Jony”. La domanda se l’avrebbe acquistata è rimasta sospesa, ma il suo apprezzamento per il design ponderato e la funzionalità è chiaro.

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