Corso intensivo sulla Prop 65: Tutto quello che devi sapere (2026)
Un’etichetta inaspettata sul retro di un televisore destinato alla vendita ha svelato a molti il mistero di un avviso enigmatico: “California Proposition 65 Warning: This product contains chemicals known to the state of California to cause cancer and birth defects or reproductive harm.” Né il venditore né l’acquirente avevano mai notato un’etichetta simile prima, creando un momento di esitazione e confusione risolto, come spesso accade, con una ricerca su Google. L’acquirente alla fine ha portato via il televisore, ma la curiosità sulla Proposition 65 è rimasta accesa.
La Proposition 65 della California, ufficialmente nota come “Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act”, compie quest’anno 40 anni dalla sua approvazione nel 1986. Nonostante la sua età, quel piccolo ma inquietante avviso continua a disorientare il consumatore medio, applicandosi a una gamma vertiginosa di prodotti, dagli alimenti ai cosmetici, dall’elettronica agli articoli per la casa. La domanda sorge spontanea: si dovrebbero evitare tutti i prodotti che espongono questo avvertimento? Non necessariamente.
La Proposition 65 è stata approvata dai votanti californiani nel novembre 1986 con un ampio margine del 63% contro il 37%. È una legge sul “diritto di sapere”, pensata per informare i cittadini californiani sulla potenziale esposizione a sostanze chimiche che possono causare cancro o danni riproduttivi nel corso della vita. È fondamentale sottolineare che la legge non vieta tali sostanze chimiche, ma piuttosto impone alle aziende di fornire un avviso quando i loro prodotti potrebbero esporre le persone a una sostanza chimica elencata a livelli superiori a soglie specifiche. “A quel tempo, faceva parte di uno sforzo più ampio per affrontare una crescente preoccupazione pubblica riguardo all’esposizione a sostanze chimiche tossiche”, spiega Megan Schwarzman, scienziata della salute ambientale presso la UC Berkeley’s School of Public Health.
L’idea alla base è che i consumatori possano utilizzare tali informazioni per prendere le proprie decisioni. Un avviso potrebbe spingere qualcuno a scegliere un’alternativa, usare un prodotto meno frequentemente o adottare altre misure per ridurre l’esposizione. La Prop 65 offre anche alle aziende un incentivo a riformulare i prodotti o modificare le pratiche di fabbricazione per evitare di emettere un avviso che potrebbe scoraggiare i clienti. Dato che la California rappresenta un mercato di consumo enorme, i prodotti spesso devono conformarsi ai requisiti della Prop 65 anche quando sono fabbricati o venduti da aziende al di fuori dello stato. Alcuni grandi rivenditori, come Target e Amazon, richiedono anche ai loro fornitori di rispettare gli avvisi della Prop 65.
La Prop 65 copre una vasta gamma di prodotti e potenziali esposizioni. Gli avvisi si possono trovare su alimenti fortificati, smartphone e elettrodomestici. La legge si preoccupa dell’esposizione, non semplicemente del fatto che la sostanza chimica sia rilevabile. L’Office of Environmental Health Hazard Assessment (OEHHA) della California stabilisce i cosiddetti livelli di “safe-harbor” per molte sostanze chimiche elencate. In generale, è richiesto un avviso quando l’esposizione prevista supera questi livelli. L’elenco della Prop 65 comprende sia sostanze chimiche naturali che sintetiche che la California ha determinato essere note per causare cancro o danni riproduttivi. Gli integratori, ad esempio, possono contenere tracce di contaminanti naturali o ambientali, inclusi piombo, cadmio e arsenico. L’elenco viene aggiornato almeno annualmente e le sostanze chimiche possono anche essere rimosse man mano che le prove scientifiche evolvono.
