ChatGPT su Mac ora può leggere e rispondere agli iMessage Apple
OpenAI ha rilasciato un plugin per l’integrazione con l’app Messaggi di Apple, una mossa che, come sottolineato da Bloomberg, potrebbe sollevare significative preoccupazioni in termini di privacy e sicurezza. Attualmente disponibile solo per gli utenti di ChatGPT Work e Codex su Mac, questa nuova funzionalità consente di cercare messaggi, nonché di redigere e inviare risposte tramite il chatbot direttamente dal proprio desktop. Un esempio fornito da OpenAI mostra un utente che chiede a ChatGPT di individuare conversazioni perse il giorno precedente nella sua app Messaggi, per poi utilizzare il chatbot per formulare e spedire la sua risposta.
La funzionalità è, almeno, di tipo “opt-in”, il che significa che gli utenti devono attivarla esplicitamente. Bloomberg ha dettagliato i passaggi necessari: gli utenti dovranno innanzitutto autorizzare ChatGPT ad accedere alla cronologia dei Messaggi sul proprio Mac quando appare la schermata delle autorizzazioni durante il processo di configurazione. Verrà inoltre loro richiesto di modificare le preferenze sulla privacy nelle Impostazioni di Sistema del Mac per concedere a ChatGPT l’accesso completo al disco. Ulteriormente, sarà necessario fornire a ChatGPT l’accesso ai nomi dei propri contatti e agli strumenti di automazione. In sintesi, l’installazione del plugin non potrà avvenire per errore o in modo involontario.
Non è ancora chiaro se OpenAI abbia collaborato con Apple per lo sviluppo di questo plugin, ma la casa di Cupertino ha una storia ben nota di interruzione dell’accesso di terze parti ai suoi servizi quando queste non ottengono un’autorizzazione preventiva. Nel 2024, ad esempio, Apple ha ripetutamente disabilitato l’accesso dell’app di chat Beeper Mini a iMessage, finché Beeper non ha rinunciato a implementare soluzioni che ripristinavano l’integrazione. Vale anche la pena notare che Apple e OpenAI non sono esattamente in buoni rapporti ultimamente. A luglio, Apple ha citato in giudizio OpenAI, accusandola di furto di segreti commerciali e sostenendo che OpenAI avrebbe assunto specificamente i suoi dipendenti con lo scopo di ottenere informazioni aziendali riservate.
