Tech

Pete Holmes non legge le tue email

In un’epoca definita dall’incessante rumore digitale e dalla percezione di un’urgenza costante, emerge una voce fuori dal coro che propone un’alternativa radicale. Descrivendo gran parte della vita moderna come “un’urgenza fabbricata” che “noi stessi perpetuiamo prendendola sul serio”, l’interlocutore sfida la cultura dell’iper-produttività con una filosofia sorprendentemente liberatoria.

Il concetto è quello di una “patata bollente che ci passiamo l’un l’altro”. Se ci fosse un modo per “svegliarsi” da questo stato, ci si renderebbe conto che “quell’email non aveva bisogno di esistere, non avevamo bisogno di fare quella cosa, né di quella riunione”. Siamo intrappolati in un ciclo di “alzarsi e macinare fino alla morte” perché “nessuno conosce l’alternativa”. Eppure, c’è chi, forte di un’esperienza che coinvolge “55.000” elementi – forse persone, forse un simbolo di massa –, afferma che “è possibile. Puoi guadagnarti da vivere, puoi avere una vita e lasciare 55.000 email non lette con un grande vaffanculo”.

Anche la tecnologia personale riflette questa tensione tra praticità e attaccamento emotivo. Sebbene utilizzi Spotify, ammette di essere spesso “cacciato” dalla moglie a favore di Beyoncé, mentre lui preferirebbe “dad rock” come The National. Ha un “piccolo segreto”: Apple Music, di cui la moglie sembra ignara. Il suo attuale computer è un MacBook Air del 2022 con chip M2, un acquisto “abbastanza sconsiderato” dopo che il precedente si è rotto nello zaino. Nonostante la sua funzionalità, non prova lo stesso “sentimento” per lui come per i vecchi MacBook Air da 11 pollici, descritto come “la cosa più piccola che abbia mai visto”, o per un imponente MacBook da 17 pollici. Questi vecchi computer sono ricordati “come vecchi amici”, mentre si lamenta dell’obsolescenza programmata: “Non importa quante volte pulisca il mio Mac e cerchi di mantenere le cose al minimo, inizierà a fare i capricci molto presto. Ed è come avere una fidanzata che sai che tornerà a Barcellona”.

La tecnologia, tuttavia, si rivela preziosa nella vita familiare. Un recente uso di FaceTime è stato per permettere alla figlia di salutare la madre Valerie, in un momento di “solo parenting” domenicale. Un “grande successo della vita moderna” che “ricrea sinteticamente” la presenza materna per la bambina. Ammette anche di fare spesso videochiamate alla madre, ironizzando sul fatto di “chiamare la fronte di mia madre” a causa della sua incapacità di inquadrarsi correttamente. La tecnologia aiuta anche nell’esplorazione: l’ultima ricerca su Google è stata una “ricerca inversa di immagini di un cranio di mosco” dopo che la figlia ha trovato un piccolo teschio in natura. E in una dolce tradizione, l’ultimo video registrato mostra la figlia che affonda il viso in una torta “strawberry shortcake”, una pratica ereditata dal padre, la sua “prima incursione nella commedia” da bambino.

L’intelligenza artificiale suscita scetticismo: l’ultima domanda posta – “soluzioni per i dolori da nuoto” – ha prodotto risposte banali. “Non è stata una grande risposta”, commenta, mettendo in discussione il termine “intelligenza”. Nonostante ciò, non “catastrofizza” il futuro dell’IA, ritenendo che “andrà tutto bene” e vedendola piuttosto come uno strumento di marketing e business per le aziende. Per quanto riguarda i social network, il suo “preferito” è “nessuno”, affermando di “odiarli tutti”. Se costretto a sceglierne uno, sarebbe Instagram. Riconosce però il valore di “Reels e TikTok”: se si finisce in una “tasca” giusta, possono essere “un piacere, come un pezzo di torta”, capaci di “farmi ridere a crepapelle”. Ma “non succede mai per due giorni di seguito”. Tra i meno preferiti ci sono Sora, definito un “incubo assoluto”, e X (ex Twitter). Ricorda “quando Twitter era dove andavi per divertirti”, citando comici come Shelby Farrow e Rob Delaney che “illuminavano la giornata”.

L’approccio alle notizie è altrettanto idiosincratico: “Non me ne frega niente. Zero. Prendo le mie notizie dalle persone. Questa è la mia fonte di notizie inaffidabile e di parte”. Trova divertente osservare gli altri “inciampare nella discrepanza”, incapaci di ricordare perché sono arrabbiati. Il vantaggio, dice, è che “quando ricevo disinformazione, posso tornare indietro e dire: Ehi, Ted. Quello era sbagliato”. Una possibilità negata con i grandi media. Anche Reddit è evitato. Il prodotto tecnologico preferito, tuttavia, è inequivocabile: gli auricolari con cancellazione del rumore. “Li amo davvero”, confessa, a causa della sua sensibilità ai suoni e della necessità di averli in viaggio. Li usa anche come “tappi per le orecchie” o come segnale ai vicini in aereo per indicare di non voler parlare. Le sue emoji più usate sono la faccina che piange 😭, il cuore rosso ❤️ e la faccina che manda un bacio 😘, spesso inviate alla moglie in aereo, oltre alla spunta verde ✅ per marcare i suoi stand-up comedy.

La nostalgia lo porta a un Tascam a quattro tracce, un “registratore a cassette” tattile e divertente, dove registrava chitarra e basso. “La pressione è alta” con il nastro, a differenza di Garage Band. Tra le “tane del coniglio” più strane, c’è l’ossessione per chi “speedrunna” i videogiochi degli anni ’90, una comunità che trova “brillante” e “commovente”. Ultimamente, è immerso in un “wormhole di ottimismo sull’IA”, dove le persone sottolineano il denaro e il marketing dietro di essa, ricordando che è “un business” e che la narrazione apocalittica può servire a “far revocare le normative” per permettere alle aziende di “fare quello che vogliono”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *