Papa Leone chiede che l’IA serva l’umanità e non concentri il potere
Papa Leone XIV: L’Intelligenza Artificiale Deve Servire l’Umanità, non Concentrare il Potere
Papa Leone XIV ha preso una posizione decisa sull’intelligenza artificiale, rilasciando lunedì la sua prima enciclica papale, una tradizione che da quasi 400 anni vede la Chiesa Cattolica condividere la sua prospettiva su questioni cruciali. Nel testo, lungo circa 42.300 parole nella versione inglese, il Pontefice ha messo in guardia dalla "concezione errata di equiparare questo tipo di ‘intelligenza’ a quella degli esseri umani".
"Questi sistemi si limitano a imitare determinate funzioni dell’intelligenza umana. Così facendo, spesso superano l’intelligenza umana in velocità e capacità computazionale, offrendo benefici tangibili in molti campi", ha affermato Papa Leone. Ha proseguito sottolineando che le cosiddette intelligenze artificiali "non fanno esperienze, non possiedono un corpo, non provano gioia o dolore, non maturano attraverso le relazioni e non sanno dall’interno cosa significano amore, lavoro, amicizia o responsabilità". Inoltre, "non hanno una coscienza morale, poiché non giudicano il bene e il male, non colgono il significato ultimo delle situazioni e non si assumono la responsabilità delle conseguenze. Possono imitare il linguaggio, il comportamento e le capacità analitiche, o persino simulare empatia e comprensione, ma non comprendono ciò che producono, poiché mancano della prospettiva affettiva, relazionale e spirituale attraverso la quale gli esseri umani crescono in saggezza".
È degno di nota che il Pontefice abbia presentato le sue osservazioni accanto al co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah, sottolineando il dialogo con figure chiave del settore.
Il Papa ha dichiarato che è necessario "stabilire strumenti normativi adeguati capaci di sostenere la giustizia e frenare gli effetti distorsivi del potere tecnologico". Ha sottolineato che la ricchezza è già concentrata nelle mani di pochissime persone e che spetta ai governi assicurarsi che non lo diventi ancora di più. In tal senso, ha aggiunto che i leader devono garantire che siano gli esseri umani, e non l’intelligenza artificiale, a prendere tutte le decisioni relative alle armi in futuro.
Ha anche chiesto "un’alleanza educativa per l’era digitale" che incoraggi l’insegnamento ai giovani a pensare criticamente all’AI, per mettersi al riparo dall’ "apatia nella ricerca della verità". Le normative dovrebbero anche proteggere i giovani da contenuti generati dall’AI "violenti o degradanti", oltre che da pratiche di adescamento e sfruttamento sessuale.
Leone ha avvertito che tale tecnologia – e qualsiasi profitto che ne derivi – non dovrebbe essere utilizzata per giustificare una sistematica perdita di posti di lavoro. Per questo, ha incoraggiato la riqualificazione e le protezioni per i lavoratori i cui impieghi sono a rischio a causa dell’AI.
Le osservazioni di Papa Leone non sono state formulate contro l’AI nel suo complesso, affermando che non dovrebbe essere vista "come una forza antagonista all’umanità". Se gestita con attenzione, ha detto, potrebbe "aprire un orizzonte che si estende in tutte le direzioni". A febbraio, il Vaticano aveva già collaborato con il fornitore di servizi linguistici Translated per offrire traduzioni simultanee basate sull’AI ai partecipanti alla Santa Messa, a testimonianza di un approccio equilibrato alla tecnologia.
