Tech

Gli astronomi scoprono l’esistenza di un buco nero stellare

Quando i Soundgarden scrissero “Black Hole Sun”, potrebbero aver involontariamente intuito qualcosa. In un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati hanno documentato l’esistenza di una “stella buco nero” grande quanto il nostro sistema solare, che brilla di un rosso intenso nelle profondità dello spazio. Queste scoperte si basano sulle osservazioni del Telescopio Spaziale James Webb (JWST), che continua a rivoluzionare la comprensione del cosmo da parte degli astronomi.

I ricercatori si sono concentrati su alcuni dei fenomeni osservabili più distanti dell’universo, che appaiono come stelle mascherate. Basandosi sulla luce che emettono, sembrano condividere alcune caratteristiche con le stelle giganti, ma gli astronomi sospettano che siano in realtà buchi neri avvolti in un gas straordinariamente denso e luminoso. Questi oggetti ipotetici sono stati soprannominati stelle buco nero, e la nuova ricerca, pubblicata mercoledì, ne presenta le prove.

Il segnale al centro dello studio proviene da un periodo in cui l’universo aveva solo 660 milioni di anni (oggi ne ha quasi 14 miliardi). Nelle immagini del JWST, l’oggetto appare come uno dei tanti punti luminosi e rossastri che il telescopio ha individuato nell’universo primordiale. Da una distanza di miliardi di anni luce, questo fenomeno sembra essere una stella gigantesca.

Ma l’oggetto, noto come MoM-BH-1, presenta alcune proprietà curiose. Emette circa 100 miliardi di volte più energia di quanta qualsiasi stella potrebbe produrre tramite fusione nucleare, secondo il team di ricerca. Anche per l’epoca in cui si è formato – durante l’universo primordiale – è un oggetto estremamente luminoso. Inoltre, parte della sua luce scompare improvvisamente. Le stelle possono produrre un segnale simile quando le loro atmosfere assorbono determinate lunghezze d’onda, ma in MoM-BH-1, l’effetto è troppo intenso per essere spiegato come normale comportamento stellare. I ricercatori ritengono che un’enorme quantità di gas estremamente denso stia assorbendo quella luce.

Questi indizi hanno portato gli scienziati all’ipotesi della stella buco nero. Al centro di MoM-BH*-1, ci sarebbe un buco nero che divora materia e rilascia enormi quantità di energia. Attorno ad esso, un massiccio involucro di gas. L’energia passerebbe attraverso quel gas prima di fuggire nello spazio e, nel processo, acquisirebbe alcune delle caratteristiche che normalmente ci aspetteremmo di trovare nella luce stellare.

L’ipotesi potrebbe aiutare ad affrontare un altro mistero scoperto dal JWST. Il telescopio rileva, con sorprendente frequenza, piccoli punti rossi nell’universo primordiale le cui origini rimangono incerte. Non rientrano facilmente nelle solite categorie di oggetti nello spazio profondo. Gli scienziati hanno avanzato una serie di spiegazioni, tra cui galassie compatte brulicanti di stelle, buchi neri nascosti dalla polvere e sistemi completamente diversi da quelli che osserviamo nell’universo attuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *