Commonwealth Fusion Systems si aggiudica 85 milioni di dollari per sviluppare semiconduttori più performanti per la fusione.
CFS Si Assicura 85 Milioni di Dollari per lo Sviluppo di Chip Avanzati nell’Energia da Fusione
Commonwealth Fusion Systems (CFS) ha annunciato giovedì di aver ricevuto un finanziamento di 85 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti, destinato allo sviluppo di chip avanzati per l’industria dell’energia da fusione. Questo investimento mira a rafforzare la catena di approvvigionamento e la capacità produttiva di semiconduttori nel paese, essenziali per la costruzione di centrali a fusione commerciali.
Mentre le startup nel campo della fusione sono impegnate in una corsa contro il tempo per completare i loro primi dispositivi dimostrativi – con CFS che punta ad attivare il suo reattore Sparc il prossimo anno – la costruzione di un singolo reattore è solo un punto di partenza. Per realizzare decine di centrali elettriche commerciali, sarà fondamentale disporre di elettronica di potenza più duratura e di una solida catena di approvvigionamento.
Il nuovo premio, proveniente dal CHIPS Act del Dipartimento del Commercio, non solo fornirà un impulso alla ricerca e sviluppo e alla capacità produttiva di semiconduttori negli Stati Uniti, ma garantirà anche al governo una partecipazione in CFS. "In ultima analisi, questo significa una centrale elettrica più capace ed economica e una catena di approvvigionamento statunitense più forte per costruirla", ha dichiarato Brandon Sorbom, co-fondatore e direttore scientifico di CFS, in un post sul blog.
Il finanziamento di CFS sarà impiegato per sostenere cinque diverse iniziative. La prima è l’avanzamento dell’elettronica di potenza al carburo di silicio. Questi semiconduttori, ampiamente utilizzati per gestire alte tensioni, sono presenti in una vasta gamma di applicazioni, dai LED ai veicoli elettrici, dalle stazioni base dei telefoni cellulari ai data center. Nel contesto delle macchine a fusione, vengono impiegati per gestire le intense scariche di elettricità che alimentano i magneti superconduttori che confinano il plasma all’interno di un reattore.
CFS utilizzerà inoltre i fondi per sviluppare generatori di potenza a radiofrequenza di prossima generazione, impiegati dall’azienda per riscaldare il combustibile da fusione. Verranno anche sviluppati dispositivi elettronici avanzati che consentiranno un controllo più rapido del reattore e saranno resistenti alle radiazioni. Quest’ultima innovazione potrebbe contribuire a prolungare la durata dell’elettronica all’interno di una centrale a fusione, riducendo i costi operativi.
Infine, CFS prevede di utilizzare parte del premio CHIPS per adattare hardware AI, come GPU e TPU, per l’applicazione nelle centrali elettriche. "Il finanziamento contribuirebbe a migliorare le industrie statunitensi dei chip e dell’elettronica di potenza, accelerando al contempo i progressi dell’energia da fusione verso la rete elettrica", ha concluso Sorbom.
