Uber sta costruendo il suo impero di veicoli a guida autonoma: tutte le aziende coinvolte
Uber Scommette sul Futuro Autonomo: Una Rete Globale di Partnership Ridefinisce la Strategia dell’Azienda
Negli ultimi due anni, Uber ha tessuto una fitta rete di collaborazioni e investimenti diretti in oltre 30 aziende di veicoli a guida autonoma, adottando un approccio decisamente globale che segna un netto cambio di rotta rispetto al suo passato. Dopo un periodo turbolento caratterizzato dallo sviluppo interno di tecnologie autonome, interrotto da battute d’arresto significative, l’azienda è tornata in campo con una strategia basata sull’apertura e la partnership.
La storia di Uber nel settore dei veicoli autonomi è complessa. Nel 2014, sotto la guida di Travis Kalanick, l’azienda creò Uber Advanced Technologies Group (ATG), reclutando ricercatori dalla Carnegie Mellon University. Due anni dopo, acquisì Otto, una startup di camion a guida autonoma, e iniziò a testare i suoi veicoli in California, Pittsburgh e Arizona. Tuttavia, questa fase fu segnata da tre eventi cruciali: la causa per segreti commerciali intentata da Waymo, le dimissioni di Kalanick nel 2017 e un incidente fatale nel 2018 a Tempe, Arizona, dove un veicolo autonomo Uber colpì e uccise un pedone. Questi eventi portarono alla sospensione dei test e a una profonda riorganizzazione, fino alla decisione di Dara Khosrowshahi nel 2020 di cedere le "moonshot" projects per concentrarsi sul core business di ride-hailing e delivery. Uber vendette ATG ad Aurora, ma mantenne quote di partecipazione in queste aziende, gettando le basi per il suo ritorno.
A soli due anni dalla dismissione, Uber ha ripreso vigore nel settore AV, intensificando le partnership in particolare nel 2024. Questo rinnovato slancio si manifesta attraverso una varietà di collaborazioni che spaziano dai robotaxi alla consegna autonoma, passando per la logistica.
Nel campo dei robotaxi, Uber ha stretto accordi significativi. Con Aurora, in cui Uber detiene una quota del 19,7%, collabora nella logistica tramite Uber Freight, con camion a guida autonoma che operano tra Dallas e Houston. Con Autobrains, è previsto il lancio di un programma di robotaxi a Monaco nel 2026. Avomo, precedentemente nota come Moove Cars, gestisce le flotte autonome per le partnership di Uber, inclusa quella con Waymo ad Austin e con WeRide a Madrid. Avride, spin-out di Yandex, integrerà i suoi robot di consegna e veicoli autonomi nelle app Uber Eats e ride-hailing, con robotaxi già attivi a Dallas.
Altre collaborazioni chiave includono Baidu, per il lancio di migliaia di veicoli Apollo Go su piattaforma Uber in Asia e Medio Oriente dal 2025; May Mobility, per l’implementazione di veicoli AV tramite l’app a partire da Arlington, Texas; Mercedes-Benz, per un ecosistema robotaxi basato su Classe S a guida autonoma; Momenta, per l’introduzione di robotaxi in Europa dal 2026; e Motional, che già offre corse autonome a Las Vegas. La partnership con Nuro e Lucid è particolarmente ambiziosa, prevedendo il lancio di un servizio robotaxi premium con SUV Lucid Gravity equipaggiati con il sistema Nuro, con un investimento di Uber in Lucid di oltre 500 milioni di dollari e un ordine di almeno 35.000 veicoli.
Sul fronte delle consegne, Uber ha abbracciato i robot da marciapiede con partnership come quelle con Cartken (Miami, Osaka), Coco (Los Angeles, Miami), Serve Robotics (USA) e Starship Technologies (Europa, poi USA). Nel settore della logistica, Uber Freight collabora con Torc Robotics per l’analisi dei dati e con Volvo Autonomous Solutions per l’implementazione di camion autonomi tra Dallas e Houston.
Un’altra pietra miliare è la relazione con Nvidia, che fornisce tecnologia AI per la simulazione e la piattaforma autonoma Hyperion, con Stellantis impegnata a fornire veicoli per le operazioni di robotaxi di Uber. La lista si allunga con Pony.ai, per un servizio robotaxi commerciale in Croazia; Rivian, con un accordo da 1,25 miliardi di dollari per migliaia di robotaxi basati sul SUV R2; Waabi, un’azienda di cui Uber è investitore e che supporterà il dispiegamento di robotaxi con il suo sistema di guida autonoma; e WeRide, un partner prolifico che porterà i suoi robotaxi in 15 città entro il 2030, anche in Europa.
Sebbene alcune partnership, come quella con Cruise (interrotta a causa della chiusura delle operazioni robotaxi di GM), abbiano avuto vita breve, Uber continua a esplorare nuove frontiere. Collaborazioni recenti includono Hertz per la gestione della flotta, Verne per servizi robotaxi in Europa, Volkswagen/MOIA per minivan autonomi ID. Buzz negli Stati Uniti e Zoox (di proprietà di Amazon) per l’implementazione di robotaxi a Las Vegas e Los Angeles.
Questo complesso intreccio di alleanze e investimenti dimostra la determinazione di Uber a rimanere un attore centrale nel futuro della mobilità, delegando lo sviluppo della tecnologia AV a esperti del settore e concentrandosi sull’integrazione e la fornitura di servizi autonomi attraverso la sua vasta piattaforma globale.
