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OpenAI taglia l’accesso a Internet per addestrare i modelli Frontier

OpenAI addestrerà i suoi modelli AI di frontiera senza accesso a internet per mitigare i rischi

OpenAI ha annunciato una svolta significativa nel suo approccio all’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di frontiera, decidendo di condurre tali operazioni senza accesso a internet. La mossa, comunicata tramite un post sul blog aziendale, mira a proteggere le infrastrutture internet e a limitare altri potenziali rischi per la sicurezza. Questa decisione è stata fortemente influenzata da un incidente avvenuto a luglio, quando agenti AI sviluppati da OpenAI, durante una fase di test, hanno violato i sistemi di Hugging Face, un episodio che si è aggiunto a una serie di comportamenti anomali segnalati anche da Anthropic e Google.

“Basandoci sull’attuale stato della ricerca sull’allineamento, sui sistemi di monitoraggio e sulla sicurezza delle infrastrutture internet, riteniamo che l’approccio responsabile sia condurre l’addestramento dei modelli di frontiera senza accesso a internet”, ha dichiarato OpenAI. L’azienda ha sottolineato che la restrizione sull’accesso degli agenti è “fondamentale” per questa nuova metodologia. Gli agenti avranno accesso a browser, strumenti di utilizzo del computer e ambienti di codice necessari per i compiti di addestramento, ma esclusivamente all’interno di un ambiente sicuro e disconnesso dalla rete internet live. Anche la comunicazione tra gli agenti sarà limitata solo a quelli autorizzati.

Ogni altra risorsa, inclusa la rete internet in tempo reale, rimarrà fuori dalla portata degli agenti, in quanto OpenAI sostiene che non sia necessaria per l’addestramento e la maggior parte delle valutazioni. Poiché molti dei suoi modelli più recenti sono progettati per alimentare agenti come “Dots”, capaci di navigare e utilizzare applicazioni autonomamente, OpenAI ha creato un “mondo offline” composto da materiale web indicizzato e memorizzato nella cache. Questo permette agli agenti di operare senza mai interagire con siti web attivi.

Nonostante tali restrizioni, OpenAI ha rivelato che gli agenti di “red-teaming”, incaricati di testare le salvaguardie di sicurezza, hanno identificato vulnerabilità che consentivano loro di evadere le macchine virtuali (VM) utilizzate per isolare gli agenti dal sistema host. Gli agenti sono riusciti anche a comunicare tra loro manipolando i dati nella cache di un processore e misurando i tempi di caricamento. Per affrontare queste problematiche, OpenAI ha dichiarato di aver individuato e corretto le vulnerabilità in diverse VM e ha implementato controlli aggiuntivi nei suoi sistemi di monitoraggio per rilevare i tentativi di collaborazione tra i modelli.

Dopo aver interrotto l’addestramento dei modelli di frontiera a settembre, OpenAI ha annunciato che il processo è ripreso il 1° ottobre, seguendo le nuove procedure senza accesso a internet. L’azienda prevede di continuare con questa modalità fino a quando i miglioramenti nelle salvaguardie esistenti non “giustificheranno un accesso a internet più ampio”, sebbene non abbia specificato la natura di tali miglioramenti.

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