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Oltre Lovable e Mistral: 21 startup europee da tenere d’occhio

L’Europa dovrebbe essere celebrata per le sue innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale, come "BottleCap AI", e non per i meme sui tappi di bottiglia. Con un nome volutamente ironico, questa startup di Praga è tra le realtà che i venture capitalist ritengono degne di nota. Sebbene l’ecosistema startup europeo abbia già dimostrato la sua capacità di generare successi globali, come Lovable e Mistral AI, esiste un vasto numero di aziende che, pur non avendo ancora raggiunto ricavi ricorrenti annuali a nove cifre, sono sotto stretta osservazione dagli addetti ai lavori.

È in questo contesto che si inserisce una lista di aziende emergenti, frutto di un’indagine condotta tra gli investitori dei principali fondi di venture capital europei. A ciascuno è stato chiesto di raccomandare due startup: una dal proprio portafoglio, a conferma della loro fiducia nell’investimento, e una esterna, selezionata in base alla loro expertise nel settore. Sono stati inclusi anche alcuni suggerimenti della nostra redazione. Queste startup, che spaziano dalla fase di pre-lancio a quella di "unicorno", coprono settori diversi e rappresentano non tanto gli hub più "caldi" della regione, quanto piuttosto il profondo talento nel deep tech che potrebbe consentire all’Europa di giocarsi le proprie carte nella corsa globale all’IA.

Tra le realtà che incarnano questa spinta innovativa, Alta Ares, raccomandata da Julien Codorniou di 20VC, sviluppa sistemi anti-drone basati sull’IA. In un’Europa dove la tecnologia per la difesa è passata da "paria" a "trending" a seguito del conflitto in Ucraina, le sue soluzioni economiche per la rilevazione e il contrasto delle incursioni di droni rispondono a un’esigenza pressante di modernizzazione degli eserciti. Sul fronte della ricerca applicata, Cailabs (Flavia Levi, Join Capital) si distingue per le sue fotoniche avanzate per applicazioni aerospaziali, di difesa e industriali, puntando a una trasmissione dati più veloce e robusta con la pianificata implementazione di 50 stazioni ottiche a terra. L’ambizione europea nello spazio è ben rappresentata da PLD Space, che dopo il successo di un razzo suborbitale nel 2023, mira a un lanciatore orbitale riutilizzabile per piccoli satelliti, avendo già raccolto oltre 350 milioni di dollari. Non meno audaci sono Proxima Fusion (Daria Saharova, World Fund), protagonista nella corsa alla fusione nucleare e con un finanziamento di 460 milioni di dollari dalla Baviera per costruire un impianto di fusione, e Space Forge (Daria Saharova, World Fund), che produce componenti semiconduttori nello spazio, capitalizzando sulla crescente rilevanza della manifattura in orbita. A completare il quadro, Optics11 (Flavia Levi, Join Capital) si specializza in sistemi di rilevamento a fibre ottiche per condizioni estreme, cruciali per il monitoraggio delle infrastrutture sottomarine e delle reti energetiche.

Nel cuore della rivoluzione AI, troviamo la citata BottleCap AI, la startup di Praga che sviluppa LLM e app focalizzati sull’efficienza, tra cui Pulse, un’app di notizie basata sull’intelligenza artificiale, con un team fondatore di alto profilo. Botify (Claire Houry, Ventech) ha già abbracciato il passaggio dalla SEO alla "Generative Engine Optimization" (GEO), vantando clienti come Macy’s e The New York Times. Cala, una delle nostre selezioni, mira a costruire lo strato di conoscenza per gli agenti AI, guidata da Elisenda Bou-Balust, che ha venduto la sua precedente azienda ad Apple. Grandi nomi come Fundamental (Jonathan Userovici, Headline), emergente dal silenzio con una valutazione di 1,4 miliardi di dollari per il suo modello "Nexus" di analisi big data, e Gradium (Jonathan Userovici, Headline), spin-off del laboratorio francese Kyutai, che con un round seed di 70 milioni di dollari sfida ElevenLabs nel campo dei modelli vocali AI multilingue per text-to-speech in tempo reale. Le applicazioni spaziano dal legale, con Legora (Pär-Jörgen Pärson, Northzone) e la sua piattaforma AI per avvocati – che ha persino ingaggiato Jude Law per il suo brand – alla gestione dei dati di training con Macrodata Labs (Floriane de Maupeou, Serena Data Ventures). Sul fronte dell’ottimizzazione, Multiverse Computing (Julie Bort, TechCrunch) propone versioni compresse di modelli AI open-weight, rendendoli più piccoli ed economici da operare, mentre Roofline (Floriane de Maupeou, Serena Data Ventures), spin-off universitario, offre software per il deployment efficiente di modelli AI su diversi chip. Non mancano le innovazioni negli agenti AI per casi d’uso complessi, come HappyRobot (Pablo Ventura, Kfund), supportata da a16z e Y Combinator, con fondatori spagnoli e un focus sul ROI.

Il settore fintech per le piccole e medie imprese vede protagonisti Apron (Jan Hammer, Index Ventures) con la sua gestione delle fatture e Pennylane (Jan Hammer, Index Ventures), un unicorno francese che punta a costruire un sistema operativo finanziario unificato per le PMI europee. L’automazione fisica in fabbrica è il campo di Inbolt (Claire Houry, Ventech), che mescolando AI e robotica, è già attiva in oltre 70 stabilimenti dal settore automotive all’elettronica. La robotica come servizio è la proposta di Theker (Pablo Ventura, Kfund), supportata da Inditex, che offre robot abilitati dall’AI per la logistica, la gestione dei rifiuti e la produzione alimentare. Infine, nel campo dell’energia, Flower (Pär-Jörgen Pärson, Northzone) sfrutta l’AI e i sistemi di accumulo per rendere più prevedibile l’uso di energia eolica e solare, avendo recentemente raccolto oltre 60 milioni di dollari in obbligazioni.

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