I migliori tracker del sonno del 2026: Oura, Whoop ed Eight Sleep
Monitoraggio del Sonno: Un’Analisi Approfondita dei Dispositivi sul Mercato
L’esigenza di comprendere e migliorare la qualità del proprio riposo notturno ha spinto il mercato verso una proliferazione di dispositivi di monitoraggio del sonno. Dagli orologi smart ai sensori da materasso, le opzioni sono numerose, ma la loro efficacia e accuratezza variano notevolmente. Abbiamo esaminato alcuni dei modelli più popolari per capire cosa offrono e quali sono i loro limiti.
L’Apple Watch Series 11, disponibile a 399 dollari, si presenta come una soluzione accessibile per chi possiede già un modello Series 4 o successivo. Sfruttando il sensore di frequenza cardiaca e l’accelerometro, è in grado di suddividere il sonno in quattro fasi distinte. I modelli più recenti integrano anche la misurazione dell’ossigeno nel sangue e della temperatura corporea. Sebbene offra una panoramica generale, a detta di Simon Hill, rispetto ad altri tracker provati, manca di un punteggio del sonno complessivo, una scelta progettuale che solleva il dibattito sull’effettiva necessità di dati aggiuntivi.
Salendo di prezzo, il Garmin Epix Pro (Gen 2) a 1.000 dollari promette un monitoraggio avanzato del sonno, tracciando le fasi, la saturazione di ossigeno nel sangue, la frequenza respiratoria e l’irrequietezza. Tuttavia, la collaboratrice Adrienne So ha rilevato che l’Epix Pro tendeva regolarmente a sovrastimare il suo tempo di sonno effettivo di mezz’ora o un’ora ogni notte, un dato verificato con altri dispositivi come Whoop e Oura. Inoltre, non include i sonnellini nel calcolo del punteggio del sonno.
Per chi preferisce non indossare dispositivi, il Google Nest Hub (2nd Gen) a soli 100 dollari utilizza il radar per monitorare il sonno direttamente dal comodino. Dotato anche di un microfono, registra russamenti, dialoghi notturni e altri suoni. Simon Hill apprezza il Nest Hub per il controllo smart home e l’ascolto di suoni rilassanti, ma ha notato che il suo tracciamento del sonno sovrastimava costantemente le fasi REM e ignorava periodi di veglia che altri tracker registravano. In test simultanei, il Nest Hub si è dimostrato l’eccezione.
La fascia Muse S Athena, con un costo di 475 dollari, si distingue per i suoi sensori simili a un elettroencefalogramma (EEG) che tracciano l’attività cerebrale, affiancati da accelerometro, giroscopio e sensore PPG per frequenza cardiaca e circolazione. Progettata principalmente come ausilio alla meditazione, monitora anche il sonno registrando frequenza cardiaca, respirazione, tempo di addormentamento e movimenti, fornendo un punteggio complessivo del sonno. Simon Hill, tuttavia, l’ha trovata scomoda da indossare e spesso il monitoraggio falliva perché la fascia veniva rimossa durante la notte.
Un’alternativa ai dispositivi indossabili è il Withings Sleep Tracking Mat, una stuoia sensorizzata da 200 dollari che si posiziona sotto il materasso, all’altezza del petto. Facile e veloce da calibrare, traccia movimenti, respirazione e frequenza cardiaca, rileva russamenti e altri suoni, e avvisa su potenziali problemi respiratori come l’apnea notturna. Nonostante non necessiti di ricarica, Simon Hill solleva dubbi sull’accuratezza, in quanto tende a considerare il riposo come sonno anche se si è svegli a leggere o guardare la TV, e spesso scambia i periodi di veglia per sonno leggero.
Infine, lo Withings ScanWatch 2, a 370 dollari, offre un punteggio del sonno su 100 al mattino, coprendo le quattro fasi classiche del sonno (veglia, REM, leggero e profondo). Vanta un sensore PPG per la frequenza respiratoria e traccia anche frequenza cardiaca, temperatura e livelli di ossigeno nel sangue. L’app Withings fornisce una ricchezza di dati e consigli. Simon Hill ha però rilevato che l’orologio può risultare ingombrante e scomodo per dormire e ha avuto difficoltà a distinguere tra sonno leggero e i periodi in cui era sveglio a letto.
