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Gli astronomi hanno completato la più grande mappa dello spazio: sì, puoi giocarci!

Lo strumento Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), situato su una remota montagna nel deserto di Sonora in Arizona, ha svelato la più grande mappa tridimensionale dell’universo mai creata. Frutto di cinque anni di meticoloso lavoro, questa imponente risorsa è ora accessibile al pubblico attraverso la più recente versione delle DESI Legacy Imaging Surveys, uno strumento online gratuito che permette di esplorare i vasti dati di imaging raccolti, con l’obiettivo ultimo di svelare il mistero dell’energia oscura.

La nuova mappa vanta una quantità strabiliante di informazioni: 5,6 trilioni di pixel che racchiudono circa 4 miliardi di oggetti celesti, tra cui stelle, galassie, buchi neri e asteroidi. Copre circa il 75% dell’intero cielo, registrando sia la luce visibile che le lunghezze d’onda del vicino infrarosso.

Nonostante le parti più profonde dello spazio siano spesso oscurate da stelle, polvere cosmica e altra materia all’interno della nostra galassia – una sfida significativa per le rilevazioni astronomiche, specialmente quelle basate a terra – DESI ha adottato una strategia innovativa. Poiché la Via Lattea è disposta come un “uovo fritto”, apparendo come una densa fascia di stelle nel cielo notturno, i ricercatori hanno puntato i 5.000 “occhi” meccanici di DESI fuori dalla parte superiore o inferiore della nostra galassia. Questo ha permesso di catturare alcune delle immagini più chiare dello spazio distante finora ottenute.

Sebbene questa particolare rilevazione sia durata cinque anni, essa si basa su altri 13 anni di lavoro preparatorio. Più di 160 scienziati sono stati coinvolti nella raccolta dei dati e, nel corso del progetto, i ricercatori hanno già pubblicato oltre 1.800 articoli scientifici che fanno riferimento a questi dati. “È diventato parte integrante della ricerca astronomica,” ha affermato David Schlegel, ricercatore presso il Lawrence Berkeley National Laboratory e co-responsabile delle Legacy Surveys, in un comunicato stampa. “Quando si lavora con oggetti astronomici oggi, spesso si inizia aprendo il Legacy Imaging Viewer per capire cosa si sta osservando.”

All’inizio di quest’anno, i ricercatori di DESI avevano già rilasciato un’altra mappa, che proiettava le distanze di 47 milioni di galassie e quasar. Questa ricostruzione ha abbracciato 11 miliardi di anni di storia cosmica, portando in primo piano gli effetti dell’energia oscura. Si ritiene che l’energia oscura sia la forza trainante dietro l’espansione accelerata del nostro universo. Mentre la forza stessa rimane sfuggente, gli astronomi possono seguirne l’azione analizzando i tassi con cui altri oggetti celesti sembrano allontanarsi da noi, cercando così di svelare uno dei più grandi misteri dell’astronomia.

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