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Ferrari Luce: la prima auto dallo studio di design di Jony Ive

Ferrari Luce: L’Elettrica Rivoluzionaria di Jony Ive Svela il Suo Volto Controversiale

Ferrari rompe gli schemi e presenta la Luce, il suo primo veicolo elettrico di lusso interamente disegnato da LoveFrom, la casa di design di Jony Ive e Marc Newson. Dopo anni di smentite, il Cavallino Rampante ha finalmente svelato il prodotto finito, che si preannuncia tanto intrigante quanto divisivo, soprattutto per i puristi del marchio.

Se l’interno della Ferrari Luce, audace e innovativo, aveva già suscitato curiosità, è l’esterno a segnare una rottura ancora più netta con la tradizione. Firmato anch’esso da LoveFrom, il design della Luce è il primo completo per un’auto da parte di Ive, mentre per Newson si tratta del secondo, dopo il concept Ford 021C del 1999, con cui condivide alcune affinità, come le particolari aperture delle portiere. La Luce non è una tradizionale sportiva, ma si avvicina per dimensioni e forma a un SUV, caratterizzato da quattro porte e cinque posti. Sebbene la Purosangue sia stata la prima Ferrari a quattro porte, la Luce è la prima del marchio a ospitare più di quattro persone.

L’abitacolo offre un comfort sorprendente, in particolare nei sedili posteriori, spaziosi e accessibili tramite le cosiddette “suicide doors” (porte ad apertura controvento), che si cernierano sul retro per un ingresso più elegante e meno impacciato. Per un tocco di stile extra sul tappeto rosso, un pulsante permette di richiuderle automaticamente. Nonostante una leggera limitazione per l’altezza libera nel sedile posteriore, l’esperienza è piacevole, arricchita da un piccolo pannello di controllo che replica le manopole e i quadranti originali presenti nella parte anteriore.

Sebbene il software della Luce fosse ancora in fase di sviluppo e gran parte dei controlli, come il cronometro, le modalità di guida o la ventilazione dei sedili, non fossero funzionali nel modello di pre-produzione, l’aspetto e la sensazione tattile erano già eccellenti. L’impressione dell’interno, visto all’interno di un’auto vera anziché su piedistalli come nelle precedenti presentazioni, è stata radicalmente diversa: ciò che prima appariva freddo e clinico, avvolto dal profumo della pelle, ha ora trovato una sua armonia. Nonostante ciò, si prevede che questo design possa non conquistare immediatamente il tipico proprietario Ferrari, ma il suo obiettivo è proprio quello di ampliare e diversificare la clientela, come ha sottolineato il CMO Ferrari Enrico Galliera: “La possibilità di allargare la nostra comunità Ferrari.”

Sebbene il suo aspetto possa non richiamare immediatamente una Ferrari tradizionale, la Luce promette prestazioni tipiche del marchio. Con 1.035 cavalli erogati da quattro motori, uno per ruota, il veicolo è progettato per offrire dinamiche di guida impressionanti. L’aggiunta di maggiore potenza alle ruote esterne permette alla Luce di affrontare le curve in modo più aggressivo, mentre la modulazione individuale della potenza garantisce una gestione più precisa in condizioni di bassa aderenza o in caso di pattinamento su superfici ad alta aderenza, un aspetto cruciale considerando la potenza elevata. L’auto è dotata anche di sterzo integrale, che permette alle ruote posteriori di ruotare in fase o in controfase rispetto a quelle anteriori per maggiore stabilità o agilità.

La Luce integra una versione del sistema di sospensioni attive Ferrari, che si avvale di ammortizzatori ad azionamento elettrico per offrire diversi gradi di rigidità o morbidezza e per regolare dinamicamente l’altezza da terra. Ad esempio, a velocità autostradali (massimo 310 km/h), l’auto si abbassa di 10 mm. Tutti questi elementi sono gestiti da un nuovo e avanzato sistema di controllo della trazione e della stabilità, coordinato dalla Vehicle Control Unit (VCU) di Ferrari. Questo sistema è progettato per campionare la superficie stradale e la potenza dei motori su tutti e quattro gli angoli ogni 5 millisecondi, regolando l’erogazione di potenza e il comportamento delle sospensioni per adattarsi al meglio alle condizioni.

L’energia proviene da un pacco batterie da 122 kWh lordi, posizionato in basso nell’auto in stile “skateboard”. La ricarica avviene a una velocità massima di 350 kW, e Ferrari dichiara un’autonomia di 530 km sul ciclo WLTP europeo. Se tale dato si confermasse, l’autonomia sul più severo ciclo EPA si attesterebbe probabilmente al di sotto dei 480 km. Questi dati sono promettenti, ma un altro sistema a bordo potrebbe rivelarsi ugualmente vitale per definire l’esperienza di guida completa.

Le auto elettriche, per loro natura, sono silenziose. Tuttavia, per Ferrari, il suono è sempre stato un elemento cruciale dell’esperienza di guida. La Luce non fa eccezione. Anziché creare un suono interamente sintetizzato, come avviene in altri modelli elettrici, la Luce dispone di una sorta di “pickup acustico” montato sull’asse posteriore. Questo sensore campiona le vibrazioni dei motori posteriori, e il segnale viene poi amplificato per creare una nota distintiva, evocativa e unica. Il suono ricorda le sonorità familiari dei V8 più spinti del passato della casa, ma al tempo stesso non cerca di fingere di essere qualcosa che non è, affermando la sua identità. Ferrari paragona questo processo a un amplificatore per chitarra elettrica, indicandolo come la prossima evoluzione oltre la propulsione analogica.

La Luce rappresenta un vero e proprio “reboot” per l’immagine, la sensazione di guida e i mezzi di propulsione del marchio. Resta da vedere come si tradurrà su strada l’esperienza di guida, una risposta che si spera arriverà presto. Anche il prezzo è un aspetto cruciale. Sebbene Ferrari non abbia ancora fissato i prezzi per il mercato statunitense, in Italia la Luce avrà un costo di partenza di 550.000 euro, diventando così il modello più costoso dell’azienda, ben al di sopra dei circa 430.000 dollari della Purosangue. Un prezzo considerevole, ma del resto la maggior parte dei precedenti design di LoveFrom hanno avuto un costo premium, e la Luce non fa eccezione.

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