Dopo le difficoltà con gli EV, le case automobilistiche USA virano sull’energia
L’Età d’Oro dell’Accumulo Energetico: Come l’IA Sta Ridisegnando il Mercato delle Batterie e Attraendo i Costruttori di Auto
Il settore dell’accumulo energetico, guidato da giganti come Tesla, sta vivendo un’inaspettata rinascita, posizionandosi come un pilastro fondamentale per l’economia digitale del futuro. Mentre la divisione veicoli elettrici (EV) di Tesla ha recentemente registrato un calo nelle vendite, il suo business di Powerwall e Megapack – soluzioni di accumulo per case e grandi strutture – ha contribuito a bilanciare i conti, pur avendo subito un improvviso calo dei ricavi energetici nell’ultimo trimestre. Nonostante ciò, Tesla procede con determinazione, annunciando l’apertura di una nuova struttura a Houston entro l’anno, dedicata alla produzione di un Megapack ancora più grande e potente.
Questo slancio non è isolato. Un recente censimento di BloombergNEF ha rivelato che ben 11 impianti di produzione di celle per batterie sono attualmente in fase di riconversione per l’accumulo energetico, di cui otto situati negli Stati Uniti. Dietro questa corsa c’è un fattore dominante: l’entusiasmo degli investitori per l’intelligenza artificiale (IA) e la sua insaziabile fame di energia.
Le aziende di IA richiedono data center, e i data center necessitano di enormi quantità di energia. Le batterie si stanno dimostrando la soluzione ideale, come sottolinea Shan Tomouk, a capo della ricerca sull’accumulo di energia a batteria presso Benchmark Mineral Intelligence. Le batterie possono alimentare direttamente questi centri ad alta intensità energetica, che operano costantemente server e hardware, ma anche i sistemi di raffreddamento essenziali per il loro funzionamento ininterrotto.
Inoltre, i sistemi di accumulo possono integrare data center che dipendono principalmente da altre fonti energetiche, come il gas naturale. Fungono da fonte di alimentazione di backup in caso di interruzioni e aiutano a gestire le ampie e imprevedibili fluttuazioni di potenza legate all’addestramento dell’IA. Possono anche intervenire per ridurre la domanda sulla rete, abbassando i costi non solo per i data center ma per l’intera comunità, un vantaggio cruciale in aree già scettiche verso la rapida espansione della tecnologia. "Se l’enorme mercato dei data center continua a crescere ogni anno, ha senso che i produttori di auto si riorientino," afferma Tomouk, che si aspetta questa transizione, spinta dalla volontà degli Stati Uniti di rimanere leader nell’IA.
Per le case automobilistiche che si stanno allontanando dai veicoli elettrici, l’accumulo di batterie offre un ulteriore potenziale vantaggio, anche se il pivot non dovesse rivelarsi completamente redditizio. Gil Tal, direttore dell’EV Research Center presso l’Institute of Transportation Studies della UC Davis, osserva che "se i produttori di auto non stanno guadagnando dall’accumulo e non stanno guadagnando dagli EV, preferirebbero non guadagnare dall’accumulo perché non sono in competizione con la loro produzione di auto a benzina." È una logica che, per quanto amara, spiega la crescente attrattiva di un settore destinato a ridefinire il panorama energetico e industriale.
