Doom sul Vectrex trasforma il classico sparatutto in arte vettoriale alla Tron
Il classico sparatutto del 1993, Doom, ha trovato una nuova e inaspettata casa: il Vectrex, l’unica console domestica basata su grafica vettoriale mai rilasciata, risalente al 1982. Questo insolito abbinamento, reso possibile grazie a una cartuccia modificata, offre ai fan del gioco un’esperienza visiva senza precedenti, che evoca l’estetica di “Tron”.
Ciò che distingue questa versione dalle numerose e bizzarre “porting” di Doom su dispositivi disparati – da iPod a calcolatrici grafiche e persino tostapane – è il suo linguaggio visivo distintivo. A differenza degli schermi moderni che utilizzano una griglia di pixel, il Vectrex dirige un fascio di elettroni per tracciare direttamente le linee sullo schermo. Il risultato è un aspetto pulito e stilizzato, con grafica vettoriale che trasforma il celebre sparatutto in qualcosa di più simile a un’opera d’arte astratta.
Ma come può una console che precede Doom di ben 11 anni eseguire un gioco così complesso? Tecnicamente, non lo fa direttamente. Il modder Jason Kopp, conosciuto come ArcadeJason, ha costruito questa demo attorno alla sua Ultimate Vectrex Multicart 2 (UVMC2), una cartuccia che funziona essenzialmente come un piccolo PC plug-in. La UVMC2 si occupa dell’elaborazione del gioco, mentre il CRT integrato della console Vectrex viene utilizzato per la visualizzazione. L’audio, invece, è gestito tramite un’uscita audio separata da 3,5 mm della cartuccia, e il progetto ha anche beneficiato di un SDK creato dal modder Daniel Ferrer Guerrero.
Anche se non si tratta di un porting nativo per Vectrex in senso stretto, il risultato è indubbiamente una delle presentazioni visive di Doom più sorprendenti e notevoli che si siano mai viste. Il lavoro di Kopp non solo riporta in vita una console di nicchia, ma dimostra anche come la creatività e l’ingegno possano reinterpretare i classici in modi del tutto originali.
