Blue Origin autorizzata a rilanciare il razzo New Glenn dopo l’indagine FAA
La Federal Aviation Administration (FAA) ha dato il via libera al razzo New Glenn di Blue Origin per riprendere i lanci, permettendo all’azienda aerospaziale di pianificare in modo più concreto la prossima missione. La decisione arriva dopo un’indagine approfondita seguita all’incidente della terza missione del New Glenn (NG-3), durante la quale il carico utile non era stato correttamente posizionato in orbita, portando all’interdizione al volo del veicolo. Blue Origin ha annunciato l’approvazione del suo rapporto da parte dell’agenzia e l’accettazione delle misure correttive implementate tramite un post su X, affermando che “i preparativi per NG-4 continuano — aggiornamenti in arrivo presto”.
L’incidente in questione risale ad aprile, quando la compagnia aveva riutilizzato con successo per la prima volta il booster del primo stadio del New Glenn per la missione NG-3. Sebbene tutto sembrasse procedere secondo i piani, il veicolo non riuscì a posizionare correttamente in orbita il satellite AST SpaceMobile che trasportava. Blue Origin aveva inizialmente dichiarato che il satellite era stato immesso “in un’orbita anomala”. Successivamente, AST SpaceMobile rivelò che il suo satellite si era separato dal veicolo, ma la sua “altitudine [era] troppo bassa per sostenere le operazioni con la tecnologia dei propulsori di bordo e sarà de-orbitato.”
A seguito dell’evento, che la FAA definì un “incidente” (“mishap”), l’agenzia aveva messo a terra il New Glenn e avviato un’indagine per “determinare la causa principale dell’evento e identificare le azioni correttive”. Poco dopo l’accaduto, l’amministratore delegato di Blue Origin, Dave Limp, aveva anticipato che i primi dati suggerivano che durante la seconda accensione dello stadio superiore del razzo, uno dei suoi motori BE-3U non aveva prodotto una spinta sufficiente per raggiungere l’orbita prefissata. Questa analisi è stata confermata dal recente post su X di Blue Origin, che ha specificato: “Prima della nostra seconda accensione del GS2, abbiamo riscontrato una condizione termica anomala e, di conseguenza, uno dei motori BE-3U non ha raggiunto la piena spinta per raggiungere l’orbita target.” La FAA, in una dichiarazione a SpaceNews, ha rivelato che il rapporto finale ha identificato la causa diretta dell’incidente come “una perdita criogenica che ha congelato una linea idraulica e ha portato a un’anomalia di spinta durante l’accensione del motore del secondo stadio.”
Dall’identificazione del problema, Blue Origin ha implementato nove azioni correttive per prevenire il ripetersi di tale incidente. Sebbene l’azienda non abbia ancora annunciato una tempistica per la missione NG-4, Dave Limp ha recentemente pubblicato un video che mostra il trasportatore-erettore del New Glenn, rivelando che Blue Origin si sta preparando per test di accensione statica integrati (“integrated hotfire testing”), presumibilmente in vista della prossima missione.
