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Apple riforma le commissioni dell’App Store UE e allenta le regole per gli store alternativi

Apple ha annunciato martedì una struttura di commissioni semplificata per le app nell’Unione Europea, nel tentativo di risolvere i suoi disaccordi di lunga data con la Commissione Europea riguardo ai termini commerciali del gigante tecnologico. Il nuovo modello prevede la sostituzione della “Core Technology Fee” per installazione con una commissione fissa del 5% sui beni digitali nelle app distribuite al di fuori dell’App Store o via web.

Le modifiche non si fermano qui: Apple ha anche ritoccato le tariffe per i pagamenti alternativi e per gli acquisti in-app offerti dalla propria piattaforma, oltre a semplificare significativamente il processo per gli sviluppatori che desiderano aprire store di app alternativi.

Questo aggiornamento segna l’ultimo tentativo di Apple di allineare i termini commerciali dell’App Store alle normative dell’UE, dopo anni di confronto serrato con le autorità di regolamentazione sulla complessità e l’equità delle sue condizioni. La mossa arriva dopo che lo scorso anno Apple era stata multata di 500 milioni di euro per non conformità con il Digital Markets Act (DMA) dell’UE, con la minaccia di ulteriori sanzioni. In quell’occasione, la struttura di commissioni presentata fu giudicata da molti critici come un esempio di “conformità malevola” per via della sua eccessiva complessità.

Ora, Apple propone la sua ultima revisione, incentrata su una commissione fissa del 5% sulle transazioni effettuate nelle app distribuite al di fuori dell’App Store, sia tramite marketplace di app alternativi che direttamente via web.

Parallelamente, le nuove condizioni fissano le commissioni per gli acquisti in-app di Apple al 26%, rispetto al 30% previsto dai termini tradizionali. Tuttavia, la maggior parte degli sviluppatori continuerà a qualificarsi per la tariffa scontata del 15% attraverso programmi speciali come l’App Store Small Business Program, il Mini Apps Partner Program e il Video Partner Program, oltre che per le app con abbonamenti a rinnovo automatico dopo il primo anno.

Per le app che utilizzano processori di pagamento alternativi, la commissione sarà del 20%, che scenderà al 10% qualora rientrino in uno dei programmi speciali. Apple ha inoltre specificato che gli sviluppatori saranno vincolati all’opzione di pagamento scelta (acquisti in-app di Apple, pagamenti esterni o una combinazione) per un periodo di 12 mesi.

La società ha anche previsto delle eccezioni per gli sviluppatori autorizzati a utilizzare link esterni all’interno delle loro app, escludendo tuttavia tali link dalle app della categoria “Bambini” per motivi di sicurezza. Gli utenti di età inferiore ai 18 anni, inoltre, necessiteranno dell’approvazione dei genitori prima di effettuare acquisti al di fuori dell’App Store.

Un cambiamento notevole riguarda l’allentamento dei requisiti per gli sviluppatori che desiderano gestire un proprio store di app alternativo, permettendo l’operatività di marketplace che soddisfano determinate soglie di stabilità finanziaria. In precedenza, Apple richiedeva agli sviluppatori di dimostrare un significativo supporto finanziario o di essere nel Programma Sviluppatori di Apple per almeno due anni e di avere un’app con oltre un milione di installazioni annuali iniziali nell’UE nell’anno solare precedente.

Ora, Apple non richiede più agli sviluppatori di aver raggiunto queste tappe (anche se rimane un’opzione) e ha aggiunto altri modi per dimostrare il supporto finanziario, tra cui lo status di società quotata in borsa, audit finanziari, finanziamenti di capitale di rischio qualificati e altro ancora.

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