Recensione BenQ GV50: Ottima portabilità, ma con compromessi sulla qualità
BenQ GV50: Versatilità Portatile con Compromessi sulla Qualità Visiva
Il proiettore BenQ GV50 si propone come una soluzione flessibile per l’intrattenimento multimediale, progettato per offrire facilità d’uso e portabilità. La sua base permette di orientare l’immagine verticalmente su una parete o sul soffitto, mentre due piedini estraibili consentono un’inclinazione orizzontale. Questa versatilità è accompagnata da una facile regolazione, mantenendo al contempo una buona stabilità.
La configurazione iniziale del GV50 si è rivelata estremamente agevole, richiedendo circa 45 minuti per un aggiornamento di sistema. Gran parte del processo avviene tramite l’app Google Home, scansionando un codice QR per installare le applicazioni. La funzione di correzione trapezoidale automatica ha lavorato efficacemente su schermi, pareti e soffitti, necessitando solo di piccole modifiche alle dimensioni. Il telecomando, dal layout intuitivo tipico di BenQ, presenta un pulsante Home centrale, un pulsante di configurazione facilmente individuabile e scorciatoie dedicate per Netflix, YouTube e Prime.
Sul fronte della connettività, il proiettore offre una singola porta HDMI che supporta l’audio pass-through ARC 5.1 o la connessione a sorgenti esterne come le console da gioco. Sono presenti anche una porta USB-A e una USB-C, utilizzabili per collegare chiavette o hard drive esterni, oltre che per la ricarica di dispositivi. Manca, tuttavia, una porta Ethernet e la connettività wireless si affida al Wi-Fi 5, uno standard meno recente e meno performante rispetto ai moderni Wi-Fi 6E o Wi-Fi 7, che ha causato occasionali problemi di connessione con reti mesh. Il GV50 può funzionare a batteria per alcune ore, una caratteristica che ne esalta la portabilità per usi in campeggio o in luoghi privi di prese di corrente, sebbene in questa modalità l’immagine tenda a essere leggermente meno luminosa per ottimizzare i consumi.
Nonostante la sua praticità, la qualità dell’immagine del GV50 a 1080p non si posiziona come un riferimento cinematografico. I test benchmark hanno evidenziato una resa media delle tonalità della pelle e una notevole carenza di contrasto e luminosità. Immagini di un cactus rosso e un fiore giallo sono apparse prive di vivacità, mentre alberi in primo piano in scene montane si fondevano con uno sfondo scuro, risultando troppo scuri e indistinti. Anche le farfalle, che avrebbero dovuto mostrare colori brillanti, sono apparse opache, piatte e poco definite.
Un ulteriore limite è emerso durante lo streaming da dispositivi esterni, come iPhone 17 Pro e iPad 12.9-inch. La lentezza del processore da 1,5 GHz e dei soli 2 GB di RAM ha comportato una riproduzione discontinua e scattosa tramite Google Cast e Apple AirPlay. Tentare un avanzamento rapido del flusso video spesso causava pause o interruzioni complete della trasmissione. In sintesi, il BenQ GV50 offre una portabilità e una facilità d’uso notevoli, ma presenta compromessi significativi in termini di qualità dell’immagine, connettività wireless e prestazioni di elaborazione, rendendolo più adatto a un pubblico che privilegia la flessibilità rispetto a un’esperienza visiva di alta fedeltà.
