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L’ACLU arma gli avvocati per smascherare i segreti della sorveglianza statale

Gli strumenti di sorveglianza digitale, sempre più diffusi, stanno creando una zona d’ombra nel sistema giudiziario, mettendo a rischio il diritto alla difesa. La preoccupazione centrale, sollevata dagli autori di un nuovo “toolkit” legale, non è solo la presenza di prove nascoste ai pubblici ministeri, ma soprattutto che gli imputati spesso ignorino del tutto l’intervento di tali strumenti nei loro casi, e che i loro avvocati difensori non siano a conoscenza di cosa chiedere.

Gideon Epstein, consulente legale per la politica di “Technology for Liberty” presso l’ACLU e co-autore del toolkit, sottolinea come spesso gli avvocati non richiedano la piena estensione delle tecnologie di sorveglianza impiegate. Un esempio emblematico è il caso del Massachusetts, Commonwealth v. McCarthy, in cui la difesa ha cercato registrazioni solo per una manciata di telecamere, anziché per l’intera rete statale di lettori di targhe. Le mozioni di conservazione dei dati proposte dall’ACLU mirano tanto a spingere gli avvocati a indagare a fondo, quanto a costringere il governo a divulgare tutte le informazioni.

Queste mozioni puntano anche a un problema più sottile e insidioso: le prove di sorveglianza che si autodistruggono. Strumenti come Draft One di Axon, un’intelligenza artificiale che genera rapporti di polizia dall’audio delle body camera, elimina il suo primo “abbozzo” per design. Un product manager di Axon ha dichiarato nel luglio 2025 all’Electronic Frontier Foundation che questa scelta evita “grattacapi di divulgazione” per la polizia e i procuratori, sebbene i legislatori californiani abbiano imposto l’anno scorso la conservazione di tali bozze. Analogamente, la rete di lettori di targhe di Flock Safety cancella i suoi filmati dopo 30 giorni per impostazione predefinita, e il contratto di Chicago per il sistema di rilevamento degli spari ShotSpotter dichiarava i dati relativi agli spari proprietà del fornitore, non della città. In ciascuno di questi casi, il materiale digitale che un imputato potrebbe necessitare per difendersi può svanire – o rimanere fuori dalla portata del governo – prima ancora che un avvocato difensore venga nominato.

Paris Lewbel, portavoce di Flock Safety, assicura che l’azienda dispone di procedure per preservare l’integrità e l’autenticità dei dati archiviati nel suo sistema, oltre a strumenti per confermare che un’immagine ALPR (Automatic License Plate Reader) o un rapporto investigativo non siano stati alterati da quando sono stati estratti dalla piattaforma. Lewbel afferma che Flock si conforma alle richieste legali per i dati dei clienti e inoltra al cliente, previa notifica, le richieste che non la vincolano legalmente.

Un portavoce di SoundThinking, il produttore di ShotSpotter, dichiara che l’azienda si conforma a citazioni e ordini giudiziari, indipendentemente da chi li emetta, e collabora con “richieste ragionevoli” di dati nei procedimenti penali. Tuttavia, quando una citazione riguarda materiale che l’azienda considera confidenziale, come i propri segreti commerciali, SoundThinking richiede ai tribunali di limitare la diffusione di tale materiale.

Epstein tiene a precisare che l’ACLU desidera generalmente che questi dati scompaiano rapidamente. L’organizzazione sta persino facendo pressione sul Massachusetts per ridurre la conservazione dei dati dei lettori di targhe a soli due giorni, rispetto ai 30 predefiniti da Flock. Ma, aggiunge, una volta che una persona è sotto accusa, quegli stessi dati possono trasformarsi in prove che la scagionano. È proprio questa la funzione che le mozioni di conservazione sono progettate per tutelare.

Se questo approccio può sembrare teorico, la più alta corte del Massachusetts ne ha recentemente dimostrato la praticità, per ben due volte. Nel 2024, la Supreme Judicial Court dello stato ha annullato definitivamente le accuse di droga e armi contro un uomo di Boston – impedendo ai pubblici ministeri di riproporle – dopo che la polizia aveva disatteso un ordine del tribunale di consegnare i registri di profili falsi sui social media, utilizzati per sorvegliarlo e creati con avatar prevalentemente neri e di colore. L’anno scorso, la stessa corte ha stabilito che gli imputati possono richiedere un’udienza per costringere i pubblici ministeri a dimostrare che il sistema ShotSpotter funziona effettivamente, prima che le sue prove vengano presentate a una giuria.

Queste sentenze chiariscono perché il “toolkit” dell’ACLU è costruito sulla legge del Massachusetts, che l’organizzazione ritiene possa essere adattata ad altri stati: la corte superiore dello stato ha anticipato di anni la Corte Suprema degli Stati Uniti sulla questione della privacy digitale, richiedendo già nel 2014 mandati per i dati di localizzazione dei telefoni cellulari.

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