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Blackwall quadruplica la valutazione a 2,2 miliardi di dollari con i siti web alle prese con una rete sempre più affollata

Blackwall Raccoglie 100 Milioni di Dollari a una Valutazione di 2,2 Miliardi nella Lotta Contro il Traffico Bot e AI

Blackwall, l’azienda con sede in Estonia specializzata nella creazione di strumenti di sicurezza per il traffico web destinati ai fornitori di hosting, ha annunciato martedì di aver raccolto 100 milioni di dollari, portando la sua valutazione a 2,2 miliardi di dollari. L’azienda sviluppa prodotti essenziali per aiutare i siti web ad affrontare il volume in costante crescita del traffico bot, in particolare quello generato dagli agenti AI.

Il round di finanziamento di Serie C è stato guidato da AVP, con la partecipazione degli investitori esistenti Dawn Capital, MMC Ventures e Tera Ventures. Roi Carthy, presidente esecutivo di Blackwall, ha dichiarato a TechCrunch che questo round ha quadruplicato la valutazione dell’azienda rispetto al suo precedente finanziamento.

Negli ultimi anni, aziende di infrastrutture web come Cloudflare, Akamai, Imperva e Blackwall si sono ritrovate in un settore sempre più prezioso ma anche complesso. Sono in prima linea nell’affrontare attacchi DDoS, scraping indiscriminato, botnet, richieste malevole e, più recentemente, sciami di agenti AI fuori controllo. Questa situazione rappresenta anche un’opportunità significativa per aiutare i fornitori di hosting e i siti web a gestire tutto il traffico potenzialmente indesiderato.

Blackwall, tuttavia, non mira a competere direttamente con i giganti del settore. Invece di vendere la sua piattaforma direttamente ai siti web, l’azienda adotta un approccio "a canale", collaborando con fornitori di hosting web, servizi gestiti e fornitori di cloud per comprenderne le esigenze. Successivamente, fornisce un pacchetto di strumenti personalizzabili che questi partner possono offrire ai propri clienti sotto il proprio marchio, mantenendo il controllo della relazione.

Questo modello genera valore per entrambe le parti. Nikita Rozenberg, co-fondatore e CEO di Blackwall, ha spiegato a TechCrunch che le aziende di hosting possono combinare e abbinare i componenti di sicurezza per costruire soluzioni personalizzate in base a ciò che desiderano offrire ai loro clienti finali, stabilire i prezzi e condividere una quota dei ricavi con Blackwall. Inizialmente, l’azienda offre ai suoi clienti un livello gratuito che mostra il traffico e le minacce che colpiscono la loro rete, ma addebita costi per la protezione e gli strumenti necessari ad affrontare tali minacce.

Oltre a fornire servizi come threat intelligence, gestione dei certificati, protezione DDoS e routing del traffico, Blackwall esamina il traffico web dei suoi clienti per distinguere visitatori reali e agenti AI legittimi da bot dannosi, intrusi e traffico disturbante. Rozenberg ha affermato che l’azienda utilizza tecniche come il "digital fingerprinting" per identificare il software che invia una richiesta – ad esempio, Microsoft Office o Codex – al fine di filtrare i bot. Inoltre, l’azienda impiega i propri modelli di intelligenza artificiale sugli endpoint dei clienti per analizzare l’intento e il comportamento delle richieste in arrivo, distinguendo tra agenti inviati da una persona per una richiesta reale e bot malevoli.

Nei prossimi anni, Rozenberg intravede una grande opportunità emergente man mano che gli agenti AI inizieranno a interagire e a effettuare transazioni con i siti web per conto dei loro utenti. Ciò richiederà sistemi per gestire quali agenti ottengono l’accesso, a quali condizioni e come sono autorizzati a effettuare pagamenti.

Blackwall non è sola nell’osservare questa opportunità. La funzione AI Crawl Control di Cloudflare, ad esempio, consente ai proprietari di siti web di autorizzare o bloccare singoli crawler AI, e offre anche un’opzione per addebitare loro l’accesso. Tuttavia, Rozenberg sostiene che il vantaggio di Blackwall risiede nel permettere ai fornitori di hosting di offrire essi stessi tali servizi di gestione del traffico, anziché cedere la relazione con il cliente a un altro fornitore di sicurezza.

L’azienda intende utilizzare i fondi per espandere le proprie operazioni in Nord America, Europa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, e per sviluppare ulteriori strumenti di sicurezza per fornitori di hosting, cloud e servizi gestiti.

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