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I contenuti per bambini sono profondamente difettosi. Una nuova piattaforma vuole risolverli

Maka: La Nuova App Che Sfida L’Algoritmo "Spazzatura" di YouTube Per Bambini

Chiunque abbia bambini piccoli, o conosca chi li ha, è probabilmente familiare con il problema dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale (AI) su YouTube. I video destinati ai bambini sulla piattaforma sono spesso saturi di elementi bizzarri e iperstimolanti, generati dall’AI, e non sempre appropriati all’età. Questi video si susseguono in streaming automatico, in flussi infiniti curati da algoritmi e interrotti da pubblicità incessanti.

Maka, una nuova app di streaming pensata per bambini da 0 a 6 anni, si propone come antidoto a questa preoccupazione crescente. La piattaforma si distingue per l’assenza totale di pubblicità, non consente l’autoplay o lo scorrimento infinito, e i suoi algoritmi sono intenzionalmente progettati per non massimizzare il tempo di visione.

Tanyella Leta, cofondatrice e chief product officer di Maka, ha dichiarato a WIRED che la piattaforma sta volutamente abbandonare quei meccanismi che "trasformano i media per bambini in una macchina dell’engagement". Isabel Sheinman, CEO e cofondatrice di Maka, aggiunge che molte piattaforme di streaming sono state create per gli adulti, non per i bambini. "I bambini erano davvero un ripensamento", afferma, desiderosa di stabilire uno standard di qualità molto più elevato per i media destinati all’infanzia, che, a suo dire, sono stati distorti da incentivi dannosi. "Maka è stata costruita mettendo al primo posto la scienza dello sviluppo infantile e il comportamento dei bambini".

Lanciata oggi, l’offerta di Maka include un mix di contenuti in licenza provenienti da studi globali e creatori indipendenti. Il suo catalogo curato presenta 25 show, tra cui nomi noti come Franklin, The Wiggles, Pocoyo, Vida the Vet e Sesame Street. La piattaforma opera tramite un servizio di abbonamento, con un costo di 15 dollari al mese o 107 dollari per il piano annuale.

È stato durante la pandemia di Covid che Sheinman e Leta si sono dedicate con passione a ripensare la progettazione dei media per bambini. La soluzione? Ogni episodio trasmesso su Maka viene valutato da esperti di sviluppo infantile attraverso Imprint, un framework creato con i ricercatori dello Yale Child Study Center. Il processo di valutazione, che esamina ogni aspetto, dai tagli di scena alla velocità del contenuto, mappa lo sviluppo adolescenziale attraverso sette domini fondamentali. Vengono analizzati elementi come la regolazione emotiva, la gentilezza, la modellazione delle relazioni tra bambino e caregiver in una storia e il supporto allo sviluppo del pensiero critico o del linguaggio.

I contenuti generati dall’AI hanno aggiunto un’ulteriore complicazione all’intrattenimento per bambini: video incoerenti, privi di trama o contenenti palese disinformazione, ma confezionati per sembrare educativi. Alcuni di essi, come riportato in precedenza da WIRED, sono inquietantemente sessualizzati, presentando elementi gore o altri feticismi.

Michael Robb, direttore della ricerca presso l’organizzazione no-profit Common Sense Media, sottolinea come su piattaforme come YouTube, i video "spazzatura" con una parvenza educativa si affiancano a programmi educativi attentamente progettati. Robb critica YouTube e altre piattaforme di streaming per bambini per non aver fatto abbastanza per distinguere i contenuti educativi da quelli di bassa qualità, rendendo più difficile per i genitori filtrare ciò che i loro figli guardano. "Le piattaforme hanno adottato misure per ridurre l’esposizione dei bambini a contenuti inappropriati all’età, e questo è importante. Ma ‘non inappropriato’ è una soglia molto bassa. C’è un grande divario tra questo e i media creati intenzionalmente pensando ai bambini". Uno studio del 2020 di Common Sense Media sui video di YouTube guardati dai bambini più piccoli ha rilevato che il 75% aveva "scarso o nessun valore educativo". Inoltre, i bambini finivano spesso per guardare annunci pubblicitari e contenuti destinati a un pubblico più adulto.

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