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Scopri le cinque aziende finaliste di Startup Battlefield a Disrupt 2026

San Francisco, CA – Dopo due giorni intensi che hanno visto 20 startup presentare i loro progetti, eseguire dimostrazioni dal vivo e rispondere a domande impegnative da parte di giudici esperti, TechCrunch Disrupt 2026 ha finalmente svelato le cinque aziende che si contenderanno il titolo nella finale dello Startup Battlefield.

Il Battlefield di quest’anno ha coperto quattro categorie principali: intelligenza artificiale fisica e spaziale, energia e manifattura, tecnologie sanitarie e scienze della vita, e soluzioni aziendali e sicurezza. Le startup finaliste operano in ambiti che vanno dalla creazione di organi umani in miniatura alla lotta contro le frodi, fino al calcolo nello spazio.

Le finali prenderanno il via domani, giovedì, alle 11:30 Pacifico. Sarà possibile seguirle sia di persona sul palco del Disrupt che tramite la diretta streaming. I fondatori presenteranno nuovamente le loro innovazioni a un nuovo panel di giudici esperti che eleggerà il vincitore. Il premio in palio è la prestigiosa Startup Battlefield Cup e 100.000 dollari, senza richiesta di capitale azionario.

Tra i finalisti spicca Apate.ai, che schiera migliaia di agenti AI capaci di mascherarsi da vittime innocenti. Questi agenti possono rispondere a chiamate truffa, messaggi e email sospetti, seguire link di phishing e unirsi a gruppi sui social media per adescare i frodatori. Fingendosi persone di ogni estrazione, con età, generi e accenti diversi, e parlando varie lingue, cercano di mantenere impegnati gli scammer abbastanza a lungo da raccogliere informazioni utili.

Flox Intelligence ha sviluppato un innovativo sistema di deterrenza per la fauna selvatica, che si distingue dai metodi tradizionali come sirene, luci, recinzioni, falchi o abbattimenti. Utilizza dispositivi edge con sistemi di percezione addestrati sul comportamento della fauna. Un sensore di movimento attiva il dispositivo al rilevamento di un movimento, innescando una telecamera che, attraverso modelli on-device, identifica gli animali vicini e quindi emette un suono specifico per la specie per allontanarli.

Intero Biosystems sta sviluppando organoidi intestinali umani, ovvero tessuti coltivati in laboratorio che mimano l’intestino, offrendo un nuovo metodo per studiare come farmaci e altri composti possano influenzare il corpo umano prima di essere testati sulle persone. I loro organoidi si distinguono da modelli più semplici che replicano solo una parte dell’intestino, in quanto contengono molteplici tipi di cellule e tessuti presenti nell’intestino umano, ritenuti più rilevanti per i test.

Industrial Next propone stazioni robotiche autonome alimentate dall’IA, basate su modelli proprietari che connettono visione, contesto del compito e movimento. L’azienda afferma che questa tecnologia consente di riattrezzare una linea di produzione in pochi minuti anziché settimane, eliminando la necessità di programmazione tradizionale. L’obiettivo è permettere ai produttori di automatizzare compiti complessi e delicati che tradizionalmente richiedono manodopera umana. Alcune delle loro workstation sono già impiegate nella produzione di uno degli smartphone più popolari al mondo.

Infine, Satlyt sta realizzando un software progettato per consentire a numerosi satelliti di condividere il carico di grandi lavori di calcolo nello spazio. La startup ha già fatto volare il suo software in due missioni dimostrative, concentrandosi inizialmente sull’individuazione di efficienze operative per i veicoli spaziali. Questi ultimi dipendono tipicamente dai controllori di volo a terra per risolvere eventuali problemi, ma l’uso dell’IA per prendere decisioni a bordo del veicolo spaziale può comportare risparmi significativi. Il prossimo obiettivo è dimostrare la capacità di creare un cloud computing condiviso tra due satelliti.

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