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Oggi puoi ammirare in alta definizione la supernova che gli umani videro esplodere quasi un millennio fa.

Gli astronomi hanno ottenuto l’immagine più dettagliata fino ad oggi della nebulosa Pa 30, i resti di una supernova famosa per essere stata probabilmente osservata e documentata dalla Terra durante il Medioevo. La nuova fotografia rivela ora strutture che erano rimaste a lungo inosservate.

Precedenti immagini dei resti dell’esplosione avevano già catturato una sfera di lunghi filamenti di materia che assomigliavano collettivamente a fuochi d’artificio o a un dente di leone. Le nuove osservazioni, realizzate con il telescopio Gemini North alle Hawaii, hanno rivelato circa 10 volte più strutture rispetto a qualsiasi precedente visione del residuo di supernova. Con questa risoluzione, i ricercatori possono ora vedere che questi filamenti non sono continui come apparivano in precedenza. Sono invece a forma di “perle su un filo”, composti da nodi di gas simili a perle di dimensioni relativamente uniformi.

Queste “perle cosmiche” sono, di fatto, enormi. Secondo lo studio pubblicato su The Astrophysical Journal, ogni “perla” misura circa quattro giorni luce di diametro. “La regione planetaria del nostro sistema solare potrebbe entrare in ogni nodo circa 10 volte, con spazio extra”, ha dichiarato Ilaria Caiazzo, coautrice dello studio, in un comunicato stampa. “I nodi sono sorprendentemente uniformi. Siamo entusiasti di provare a modellarli”.

Non è ancora del tutto chiaro come si siano formate esattamente le perle, sebbene si supponga che siano concentrazioni di materiale espulso durante l’esplosione. Ciò che è strano, tuttavia, è la loro regolarità. All’indomani di una supernova, gli astronomi si aspettavano di trovare accumuli di forme molto più irregolari, ma i nodi sono di dimensioni simili e appaiono allineati lungo i filamenti. Questo ordine peculiare è una nuova caratteristica che potrebbe aiutare i ricercatori ad acquisire una comprensione più profonda della morte stellare. L’immagine, ottenuta con lo spettrografo multi-oggetto Gemini, mostra che il materiale espulso dal residuo – con la sua inconfondibile forma a fuochi d’artificio – forma una struttura a cascata che assomiglia a un nodo.

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