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007 First Light è il gioco stealth di James Bond che ho sempre sognato

“First Light,” il nuovo titolo di IOI, non nasconde le sue radici profondamente legate alla serie Hitman fin dai primi istanti di gioco. Dopo aver completato la scuola di spionaggio, le similitudini si fanno ancora più evidenti. La prima missione porta il giocatore a infiltrarsi in un affollato night club per rintracciare un sospetto, richiamando alla mente alcuni livelli classici di Hitman. La vera portata del gioco si rivela nella seconda missione, che vede l’agente cercare un ex agente dell’MI:6 in un boutique hotel, teatro anche di un torneo di scacchi. L’hotel stesso è descritto come imponente, dal design impeccabile e brulicante di decine di ospiti e partecipanti, molti dei quali coinvolti in routine o conversazioni scriptate. Questa porzione dell’universo “a orologeria” di First Light appare più viva di molti giochi open world privi di anima.

Sebbene non sia esattamente un simulatore immersivo come i giochi di Dishonored, First Light offre, in vera tradizione Hitman, molteplici approcci per raggiungere gli obiettivi. Tuttavia, non ci si deve aspettare di poter affrontare le situazioni a viso aperto e armi in pugno. Nella maggior parte degli scenari, la funzione “Licenza di Uccidere” di First Light impedisce di sparare ai nemici a meno che non siano loro i primi a estrarre le armi. Questa meccanica serve a ricordare che non si sta interpretando un assassino a sangue freddo, incoraggiando il giocatore a muoversi furtivamente negli ambienti e a eliminare i nemici silenziosamente.

Fortunatamente, il gioco si dimostra più indulgente rispetto a Hitman nel caso in cui si venga scoperti; in quel titolo, un errore poteva allertare l’intera mappa e costringere a ricaricare un salvataggio. Se un nemico individua Bond, è possibile metterlo KO o sbatterlo contro le superfici vicine. Le cose si complicano se più nemici ti vedono, ma è comunque possibile proseguire la missione una volta che ci si è occupati di loro. E sebbene First Light rimanga per lo più ancorato alla realtà, non sarebbe un gioco di Bond senza alcune elaborate sequenze d’azione. Ci si ritroverà a fare parkour tra gli skyline di Londra (un omaggio all’apertura di Casino Royale), a combattere a pugni sfondando più piani e a travolgere auto con un camion della spazzatura. Ci sono anche alcune sparatorie che richiedono di abbattere decine di nemici, offrendo emozioni viscerali ma che purtroppo tendono a diventare rapidamente ripetitive.

È evidente che IOI abbia dedicato più tempo alla progettazione dello stealth piuttosto che all’azione su larga scala; a volte, infatti, risulta difficile capire dove dirigersi quando venti persone ti stanno sparando addosso. L’autore ha rigiocato la prima grande sparatoria, ambientata in un aeroporto, circa dieci volte prima di trovare un percorso sicuro. (Per i giocatori che si frustrano facilmente, è possibile anche ridurre il livello di difficoltà al volo.) Forse è stato solo il risultato di aver corso attraverso il gioco per la recensione, ma è stato difficile ignorare i problemi di ritmo che affliggono First Light. Man mano che l’azione e la cospirazione nefasta si intensificano, il gioco si impantana in lunghe sequenze stealth, missioni di “fetch” e combattimenti contro i boss poco ispirati. Questi elementi non rovinano l’esperienza complessiva di First Light, ma si ha la netta sensazione che la narrazione potrebbe beneficiare di un maggiore rigore.

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