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Google, Nvidia e Anthropic puntano su Emerald AI per ricavare spazio sulla rete per nuovi data center

Nuova Alleanza AI per l’Energia: 100 GW in più per i data center grazie alla ‘demand response’

L’unicorn del software Emerald AI ha formato una coalizione strategica con giganti tecnologici come Google e Nvidia per rivoluzionare la gestione energetica dei data center e sbloccare una capacità di rete aggiuntiva di ben 100 gigawatt.

Questa iniziativa, denominata AI Energy Management Alliance (AEMA), mira a integrare la “demand response” – un modello in cui i data center riducono temporaneamente il loro consumo di elettricità – come parte integrante dello sviluppo delle infrastrutture digitali. Sospendendo attività non critiche e spostando alcuni carichi di calcolo, l’AEMA prevede di consentire a ulteriori 100 GW di data center di connettersi alla rete elettrica.

Al trio fondatore si sono uniti anche Anthropic e una serie di importanti utility, tra cui AES, Constellation, National Grid e NRG Energy.

La “demand response” è un concetto consolidato, utilizzato dalle utility da decenni. Funziona sfruttando il fatto che la rete elettrica è progettata per gestire picchi di carico, mentre per gran parte dell’anno la domanda è ben al di sotto della capacità massima. Tradizionalmente, questo servizio coinvolgeva grandi consumatori di energia come le fabbriche, che in momenti di alta domanda accettavano di ridurre l’uso, spesso mettendo in pausa la produzione o passando a generatori di backup, in cambio di un compenso.

Oggi, anche i data center possono partecipare a questi programmi, solitamente attivando generatori di backup. Emerald AI propone un’alternativa più pulita ai generatori diesel. Il suo software coordina le richieste delle utility con i data center, che possono sospendere attività non critiche o spostare carichi su altri data center dove la rete dispone di maggiore capacità.

L’azienda non è l’unica a lavorare su tale tecnologia. Google ha sviluppato i propri strumenti, ed Enel X permette ai data center di utilizzare i loro gruppi di continuità (UPS) per smussare i picchi di domanda. Limitare l’utilizzo massimo della rete al 90% per alcune ore al giorno potrebbe liberare 76 gigawatt di capacità, secondo uno studio di Goldman Sachs dello scorso anno.

Tuttavia, Emerald AI detiene un vantaggio significativo: il suo software connette direttamente le utility ai data center, consentendo una risposta rapida alle richieste, quasi come le batterie. La startup ha inoltre recentemente raccolto 150 milioni di dollari in un round di Serie A guidato da Energize Capital e DCVC, assicurandosi i fondi necessari per implementare la tecnologia su larga scala.

Data la natura variabile dei carichi di calcolo AI e la capacità dei data center di aumentare e diminuire rapidamente le operazioni, la creazione di un’iniziativa come l’AEMA appare tempestiva. La coalizione si impegna anche ad aiutare le aziende tecnologiche e le utility a trovare nuovi siti per i data center, un’impresa che finora non è stata facile per nessuna delle parti.

Nonostante le sue promesse, un sistema di “demand response” più sofisticato non risolverà tutti i problemi della rete odierna. Ayse Coskun, chief scientist di Emerald AI, ha dichiarato a TechCrunch che la tecnologia della sua azienda promette di attenuare la necessità dell’industria di nuove fonti di generazione, ma non la eliminerà del tutto.

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