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Fondatori e VC europei sollecitano i legislatori a mettere a punto l’UE.

L’Europa potrebbe presto dotarsi di una forma societaria equivalente alla “Delaware C Corp” statunitense. Tuttavia, i suoi sostenitori non allentano la pressione sui legislatori. In una lettera aperta pubblicata giovedì, esponenti di spicco della scena startup europea hanno sottolineato l’importanza di non annacquare il nuovo statuto aziendale.

La lettera rappresenta l’ultima mossa della campagna “EU Inc”, un movimento che promuove uno statuto societario valido in tutta l’UE, consentendo alle aziende di costituirsi sotto un quadro comune e operare liberamente in tutto il blocco. I promotori hanno ottenuto il sostegno delle massime autorità dell’Unione Europea, ma ora esprimono preoccupazione che la legislazione finale possa diventare “inutilizzabile se le sue caratteristiche centrali venissero indebolite”.

Come spesso accade nel processo legislativo europeo, diverse lobby nazionali sono entrate in gioco, tra cui quella dei notai tedeschi, la cui associazione ha criticato alcuni aspetti della proposta della Commissione Europea. Tuttavia, i negoziati sono ancora in corso affinché il Parlamento e il Consiglio europei si accordino su un testo finale, e i promotori di EU Inc stanno mettendo in evidenza ciò che è in gioco.

Con circa 100 giorni rimanenti prima della chiusura delle istituzioni europee per la pausa invernale, la lettera esorta i responsabili politici a preservare la proposta, affermando che essa ha il potenziale per “rimuovere gran parte dell’attrito e della frammentazione che continuano a ostacolare le aziende europee, sbloccare gli investimenti e stimolare una nuova ondata di imprenditorialità”.

Adottando una tattica comune a lobby più datate, la lettera evidenzia punti che “possono sembrare dettagli tecnici, ma […] distinguono una forma societaria che i fondatori utilizzerebbero da una che ignorerebbero”. In particolare, si insiste su un registro centrale unico e sul fatto che i dipendenti dovrebbero essere tassati sulle stock option solo al momento dell’effettiva disposizione delle stesse.

Questa attenzione ai “dettagli” non è nuova. Nel 2024, quando la petizione originale stava prendendo slancio, Martin Mignot, partner di Index Ventures e sostenitore di EU Inc, dichiarò a TechCrunch che “il diavolo è nei dettagli, e sarà lì che saremo molto, molto attenti”.

La campagna EU Inc ha anche intensificato il suo gioco di “namedropping”. Sul fronte degli investitori, la nuova lettera di EU Inc è stata firmata da venture capitalist del calibro di Sonali De Rycker, partner di Accel, Michael Moritz, partner di Sequoia, e Niklas Zennström, fondatore di Atomico – quest’ultimo uno dei molti personaggi del mondo tech che hanno sostenuto la campagna indossandone il cappellino.

Per conferire maggiore autorevolezza sul fronte degli imprenditori, i promotori hanno anche evidenziato il sostegno di fondatori di “unicorn” come Alan, ElevenLabs, Lovable, Mistral e Synthesia. Alcune di queste aziende hanno il loro quartier generale negli Stati Uniti; leggendo tra le righe, il messaggio ai legislatori è che, se EU Inc raggiungerà i suoi obiettivi, questa tendenza potrebbe diventare un ricordo del passato.

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