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Logitech G512 X 98 Recensione: Un miscuglio ibrido

Il passaggio dagli switch analogici a quelli meccanici non è esente da difetti. Una volta collegato uno switch standard e premuto il pulsante “scan” per reimpostare la scheda, la funzionalità multi-input rimane parzialmente attiva. Durante i test, impostando una mezza pressione di un tasto WASD come lettera normale e una pressione completa come [Shift + WASD], la pressione di uno di questi tasti seguita immediatamente da un secondo tasto causava la combinazione del successivo input con quello di Shift, traducendosi in pArOlE cOn lEtTeRe cApItAlIzZaTe a cAsO. La parte più insolita è che l’applicazione G-Hub rileva l’inserimento di uno switch meccanico e avvisa che il multi-input non funzionerà con uno switch standard, ma non ripristina automaticamente l’input standard del tasto per evitare problemi.

La noia di scambiare gli switch, scansionare e modificare le mappature dei tasti ogni volta che si avvia un gioco è tutt’altro che ideale. Ci si ritrova a sospirare alla prospettiva, finendo per utilizzare solo gli switch meccanici per il gaming. Proprio come gli occhiali con lenti a transizione, la BMW i8 o un McRib, questa tastiera crea una versione ibrida di due concetti che, nel complesso, risulta essere peggiore delle sue singole parti.

Un tocco interessante è dato dai piedini angolati rimovibili sulla parte inferiore della tastiera, che fungono anche da estrattori per keycap e switch. Questo significa avere sempre questi strumenti a portata di mano in viaggio. Tuttavia, implica anche che, se non si gradisce utilizzare la tastiera con un’inclinazione di 8 gradi, si avranno estrattori dalla forma scomoda e poco pratica sulla scrivania. La lieve comodità aggiuntiva di un’archiviazione part-time è ben lontana dall’essere pratica quanto i piedini a scomparsa standard e gli estrattori separati per keycap e switch che la maggior parte delle tastiere oggi include. Non è nemmeno pratica quanto la linguetta in silicone di Steelseries per nascondere un estrattore.

Chi si aspetta una tastiera di questo calibro dotata di un assemblaggio interno complesso non rimarrà deluso. Smontarla implica rimuovere i piedini inferiori e l’adesivo posteriore, svitare alcune viti, rimuovere il pannello posteriore, svitare un’altra dozzina di viti, quindi separare le sezioni anteriore e centrale. Si rimane così con quattro componenti principali: il guscio superiore, l’assemblaggio principale di PCB e piastra, il guscio centrale (che ospita la barra LED, insieme alla daughterboard con la porta USB-C e i pulsanti posteriori) e il guscio inferiore. Sebbene lo smontaggio sia piuttosto lungo, l’assemblaggio risulta nel complesso ben fatto. A parte i piedini adesivi, tutto appare incredibilmente rigido e ben progettato internamente. L’unico vero miglioramento sarebbe sostituire i perni filettati in plastica con filettature metalliche termofissate.

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