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Recensione Corsair Galleon 100 SD: Stream Deck ora incluso

La tastiera in questione si distingue per l’adozione di switch meccanici standard, preferiti alle più recenti alternative Hall Effect che offrono punti di attuazione regolabili e funzioni come il Rapid Trigger. Questa scelta implica l’impossibilità di modificare il punto di attuazione, limitando alcune opzioni di personalizzazione e performance in ambito gaming. Il vantaggio risiede tuttavia nella personalizzazione fisica: ogni tasto è dotato di un socket hot-swap, permettendo la sostituzione degli switch con qualsiasi modello in stile MX. Sebbene questa flessibilità consenta una messa a punto meticolosa del feeling di digitazione, non si traduce oggettivamente in un aumento delle prestazioni di gioco. Considerati i suoi switch e le dimensioni, questa tastiera non è concepita come un dispositivo da gaming puramente orientato alla performance, bensì come una soluzione che trova un equilibrio tra prestazioni elevate e ampie possibilità di personalizzazione.

L’esperienza di digitazione offerta da questa tastiera, soprannominata Galleon, è notevole grazie alla sua assemblaggio “gasket mount”. Questa tecnica prevede che l’intero interno sia sospeso all’interno del case tramite guarnizioni gommate anziché viti, conferendo una sensazione di digitazione più morbida e confortevole. Premendo un tasto si ha l’impressione di atterrare su un trampolino piuttosto che su una superficie rigida. Un ulteriore beneficio deriva dall’integrazione dello Stream Deck: il PCB dell’area della tastiera è separato da quello dello Stream Deck, garantendo una rigidità uniforme sui tasti alfanumerici e replicando il feeling di una tastiera Tenkeyless (TKL) per la digitazione. Il sistema gasket mount, che offre una leggera ammortizzazione senza eccessiva flessibilità, bilancia comfort e precisione, rendendola adatta sia al gaming che alla digitazione. Degni di nota sono anche gli stabilizzatori, non i tipici “plate-mount” soggetti a rumori, ma “PCB-mount”, ottimamente tarati di fabbrica.

Il cuore di questa tastiera ibrida è lo Stream Deck integrato, praticamente identico alla versione standalone. Dispone di quattro file da tre pulsanti ciascuna, due manopole e uno schermo personalizzabile. Ogni pulsante può essere liberamente programmato, rimappato per visualizzare qualsiasi funzione o macro, o utilizzato per mostrare dati in tempo reale. Le sue applicazioni sono molteplici: alcuni utenti lo integrano direttamente nei giochi, come la configurazione di macro per le diverse Stratagemme in Helldivers 2, con icone esplicative sui pulsanti. Altri esempi includono l’impostazione di acquisti automatici in Counter-Strike 2 o la programmazione di comandi dedicati come Alt+Tab, Ctrl+Alt+Canc o l’attivazione/disattivazione del microfono.

Tuttavia, lo Stream Deck presenta qualche piccola criticità. Il principale inconveniente risiede nel design dei pulsanti, ottimizzati per un angolo di visione diretto. Data la posizione più orizzontale della tastiera, osservandoli da un angolo non ideale, il bordo esterno del display può risultare tagliato. Ciò significa che eventuali testi posizionati nella parte superiore o inferiore del pulsante potrebbero non essere visibili durante l’uso regolare, un aspetto da considerare per gli utenti che fanno affidamento sulle indicazioni visive dei tasti.

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