Elon Musk inviò messaggi minacciosi a Greg Brockman e Sam Altman dopo aver chiesto un accordo, afferma OpenAI
Due giorni prima dell’inizio del processo che lo vede contrapposto a OpenAI la scorsa settimana, Elon Musk ha inviato un messaggio a Greg Brockman, presidente e co-fondatore dell’azienda, suggerendogli di risolvere la disputa legale. Lo scambio, tuttavia, è rapidamente degenerato.
Dopo che Brockman ha risposto proponendo che entrambe le parti ritirassero le rispettive denunce, Musk ha replicato con un messaggio dal tono minaccioso: “Entro la fine di questa settimana, tu e Sam sarete gli uomini più odiati d’America. Se insistete, così sarà.” Il “Sam” a cui si riferiva è Sam Altman, CEO di OpenAI.
Questi dettagli emergono da una nuova istanza presentata domenica dagli avvocati di OpenAI. Sebbene il fascicolo non includesse copie dello scambio di messaggi, gran parte della documentazione era volta a convincere il giudice dell’ammissibilità di tali conversazioni sui colloqui di transazione come prova. Il giudice, tuttavia, non ha accolto la richiesta, dichiarando lo scambio inammissibile, come riportato dal giornalista di TechCrunch Tim Fernholz, presente sul posto per seguire il processo.
L’implicazione di tale rivelazione, tuttavia, è chiara. La causa di Musk mira a smantellare la struttura a scopo di lucro di OpenAI, a rendere la sua tecnologia disponibile al pubblico, a revocare l’accordo di licenza di Microsoft e a costringere OpenAI a pagargli danni generali, compensativi e punitivi, oltre alle spese legali. Dopo che gli avvocati di OpenAI hanno reso pubblico questo messaggio che suonava come un “transazione o conseguenze”, gli osservatori hanno rapidamente colto che forse questo processo non riguarda la preoccupazione di Musk per la sicurezza dell’IA, ma piuttosto la richiesta di denaro dal successo dell’azienda e il tentativo di indebolire un rivale. Questa è, in sostanza, l’accusa formulata nella contro-causa di OpenAI.
Nel frattempo, il processo continua.
