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Prego ha un registratore di conversazioni a cena, capisci?

Prego, la nota azienda di sughi per la pasta, si avventura nel settore dell’hardware con un dispositivo ideato per registrare le conversazioni a tavola durante la cena. Non si tratta di un pesce d’aprile: “The Connection Keeper”, sviluppato in collaborazione con StoryCorps, l’organizzazione no-profit che da vent’anni archivia racconti di vita, mira a promuovere un ritorno all’interazione autentica, allontanando gli smartphone dal tavolo.

Il dispositivo, un disco rotondo dall’aspetto discreto, simile a una lattina di tonno, integra due microfoni capaci di catturare l’audio di qualità CD. La collaborazione con StoryCorps, che ha già registrato oltre 720.000 persone, sottolinea l’obiettivo del progetto: incoraggiare le persone a disconnettersi dalla tecnologia per riconnettersi tra loro.

Tuttavia, “The Connection Keeper” è più una trovata pubblicitaria che un prodotto di massa: ne verranno realizzati meno di cento esemplari. Sia Prego che StoryCorps dichiarano che l’iniziativa è volta a sensibilizzare le persone sulla necessità di lasciare da parte i telefoni durante i pasti, favorendo il dialogo.

«Tutto ora è intelligenza artificiale, e tutti hanno i loro telefoni sul tavolo», afferma Elyce Henkin, managing director degli studi e delle partnership di StoryCorps. «Questo interrompe la conversazione e il suo flusso. Volevamo eliminare tutto ciò e tornare alle basi, facendo parlare tutti tra loro».

I dischi vengono forniti con carte ispirate a StoryCorps, pensate per stimolare il dialogo tra i membri della famiglia, con domande specifiche per bambini, genitori o altri parenti. Il dispositivo non registra automaticamente; è necessario premere un pulsante per avviare e fermare la registrazione. L’audio viene salvato su una scheda microSD da 16 GB, capace di contenere fino a otto ore di registrazioni. Non c’è connessione cloud, Wi-Fi o funzionalità di intelligenza artificiale; le registrazioni possono essere salvate su un microsito di StoryCorps o sull’archiviazione privata della famiglia.

L’aspetto più comunitario del progetto è la possibilità per gli utenti di condividere le loro registrazioni sul sito web di StoryCorps, o di mantenerle private. Qualsiasi contenuto condiviso volontariamente verrà fisicamente conservato, unendosi alla vasta collezione di StoryCorps presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Prego, il cui nome deriva dalla parola italiana per “prego”, è un’azienda statunitense. Sebbene l’obiettivo sia promuovere conversazioni significative, il progetto riconosce la vivacità tipica di molte dinamiche familiari. «Penso che sia così che sono molte famiglie», commenta Henkin. «Ciò che StoryCorps fa è ricordarci le nostre somiglianze e l’umanità che è in tutti noi, anche se siamo tutti diversi. Immagino che se qualcuno ascoltasse la collezione, ci sarebbero momenti turbolenti, bambini che ridono e mamme che dicono: ‘Non mangiare con la bocca piena’. Fa tutto parte della verità».

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