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Il remake di ‘Ocarina of Time’ è finalmente qui, ma perché Link è così perfettino?

Le aspettative nei confronti dei videogiochi dei grandi editori sono cambiate radicalmente. Oggi, per un titolo AAA contemporaneo, livelli interconnessi, trame intricate e dettagli altamente realistici per ambienti e modelli dei personaggi sono requisiti fondamentali. I videogiochi sono inoltre diventati un fenomeno culturale mainstream, e media un tempo regionali come anime e manga si sono trasformati in fenomeni globali negli ultimi tre decenni, influenzando il gusto collettivo.

In questo contesto di profonda trasformazione, il nuovo aspetto di Link, l’iconico protagonista di The Legend of Zelda, non è affatto casuale. Clayton Lundgren, ex tester di qualità per lo sviluppatore di giochi Naughty Dog e ora streamer su Twitch, sottolinea come “per una decisione così importante come la key art del personaggio principale, questo è il tipo di cosa che supera molte ispezioni di qualità a un livello ben più alto della persona che l’ha disegnata”. Una scelta che impegna oltre vent’anni di merchandising.

Dalla sua introduzione nel 1986 con il lancio del franchise The Legend of Zelda, Link è esistito in molteplici forme. Sebbene il suo lungo cappello, le orecchie a punta, i capelli biondi, la tunica verde e la Spada Suprema siano elementi distintivi del suo design, nessuna di queste caratteristiche è rimasta immutabile nei suoi quasi 40 anni di storia. Ha avuto i capelli rosa, la sua tunica è stata blu e rossa, e una volta è persino stato un albero.

Il recente remake di Ocarina of Time porta questa evoluzione un passo avanti. Lundgren, che vanta almeno 1.000 ore di gioco in Ocarina tra speed run, challenge run e competizioni comunitarie, ha immediatamente capito che si trattava di un remake “ground-up” (ricostruito da zero) vedendo il nuovo trailer del gioco. Mentre molti fan hanno notato la ricchezza dei dettagli del sottobosco e dei raggi di sole nella Foresta Kokiri come prova della profondità del lavoro, Lundgren ha osservato un dettaglio ancora più sottile: l’ondulazione del terreno era diversa, segno inequivocabile di una revisione completa.

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