Cosa fare se i tuoi dispositivi smart home continuano a disconnettersi dal Wi-Fi
È curioso notare come Apple stia iniziando solo ora a prendere sul serio il mercato della casa intelligente con il lancio del display smart HomeView e della nuova Apple Home Collection. Da anni, infatti, sono disponibili sul mercato dispositivi accessibili e ben realizzati che, se configurati correttamente, possono non solo semplificare la vita ma anche generare risparmi. I termostati intelligenti sono più efficienti e l’illuminazione smart può essere programmata per accendersi solo quando e dove serve, anche se è indubbiamente più divertente trasformare il proprio salotto in una scena alla “Blade Runner 2049”.
Uno dei problemi più frustranti, tuttavia, è la scarsa compatibilità di alcuni accessori con le reti Wi-Fi. Spesso tendono a disconnettersi dalle app, ammesso che si riesca a configurarli inizialmente. Inutile dire che un dispositivo domestico su cui non si può contare è praticamente inutile; nessuno accetterebbe un forno a microonde che funziona solo il martedì e il venerdì.
Fortunatamente, esistono diverse strategie per gestire questi dispositivi capricciosi. Non mentiamo: in alcune circostanze, un aggiornamento hardware si rivela indispensabile. In generale, potrebbe essere saggio minimizzare il numero di prodotti basati esclusivamente su Wi-Fi nella propria abitazione.
Il motivo principale per cui gli accessori Wi-Fi si disconnettono risiede spesso nei limiti di connessione dei router più datati. Se si utilizza ancora un router Wi-Fi 5, è fondamentale considerarne l’aggiornamento a Wi-Fi 6 o 7. I router Wi-Fi 5 hanno un limite pratico di circa 10-25 connessioni simultanee, massimo 30 con fortuna. Una quantità sufficiente per una casa senza dispositivi smart, ma quando gli accessori iniziano a occupare questi slot, i problemi diventano inevitabili. Il router inizierà a “espellere” alcuni dispositivi per fare spazio, e le probabilità che il telefono o il laptop abbiano la priorità su una lampada sono alte.
Un altro ostacolo comune è che molti accessori economici sono limitati alla banda a 2.4GHz. Nei sistemi Wi-Fi mesh, la configurazione di questi dispositivi può essere difficile o impossibile a causa di un SSID unificato (l’identificativo della rete) con un’allocazione automatica della banda: lo smartphone potrebbe connettersi a 5 o 6GHz, impedendo ad alcune app di rilevare il nuovo hardware. Anche se la configurazione dovesse avere successo, potrebbero verificarsi comunque problemi di rilevamento in futuro.
A proposito di rilevamento, il sistema HomeKit di Apple è particolarmente incline a errori di “Nessuna Risposta” in situazioni in cui Amazon Alexa e Google Home funzionano senza problemi. L’azienda ha cercato di migliorare la situazione negli ultimi anni con un framework rinnovato, ma per una configurazione a prova di bomba potrebbe essere necessaria una rete Wi-Fi altrettanto solida. Questo potrebbe includere due o più hub domestici Apple (HomePod, HomeView o Apple TV 4K) per garantire ridondanza nel controllo.
Esiste anche una preoccupazione più basilare che non abbiamo ancora affrontato: la portata. Se un accessorio si trova ai margini della copertura Wi-Fi, è naturale che si disconnetta quando le condizioni non sono ideali. Se non è possibile riposizionare i dispositivi o il router, potrebbe essere il momento di passare a un sistema mesh, facendo attenzione che questo non causi problemi con accessori specifici. In alternativa, con un router standalone, si potrebbe provare ad abilitare SSID separati per 2.4 e 5GHz, forzando tutti gli accessori della casa intelligente sulla banda a 2.4GHz, che offre una maggiore portata.
In definitiva, l’approccio migliore consiste nel trasferire quanti più accessori possibile su protocolli alternativi come Thread, Zigbee o Z-Wave. Questi richiedono un hub Wi-Fi, o nel caso di Thread, un “border router” con capacità Wi-Fi. Il vantaggio, tuttavia, è che non solo riducono il carico sulla rete Wi-Fi, ma tendono anche ad essere più veloci e affidabili. Sono basati su tecnologia mesh, estendendo la loro portata, e gli accessori basati su hub (come le luci Philips Hue Zigbee) possono continuare a eseguire alcune automazioni anche in assenza di connessione internet.
Thread è probabilmente la scelta migliore, dato che alcuni router, altoparlanti e display integrano funzionalità di border router, così come prodotti come i pannelli luminosi Nanoleaf. C’è però un’avvertenza: la larghezza di banda. Come Zigbee e Z-Wave, Thread è uno standard a basso consumo energetico, quindi non può veicolare dati sufficienti per funzioni come audio, video o persino la pulizia con aspirapolvere robot. È principalmente limitato a lampadine, serrature, prese e sensori.
Una certa dipendenza dal Wi-Fi è quindi inevitabile. Tuttavia, trovando il giusto equilibrio e sapendo come risolvere i problemi ricorrenti, la gestione della casa intelligente non dovrebbe essere un grande problema. È consigliabile avere sempre delle soluzioni di riserva per le interruzioni di internet.
